Lunedì, 15 Luglio 2024
Attualità Casapesenna

Inaugurata la piazza della legalità sui resti del bunker di Zagaria: "Oggi lo Stato vince"

Cerimonia in vico Mascagni con il sottosegretario Molteni e le autorità locali

Il tricolore che sventola. Sotto due mani in grigio, ai polsi delle manette. E’ un murale simbolo quello realizzato, da Vincenzo Dionisio e Giovanni Dino Trotta, nella piazzetta sorta in vico Mascagni a Casapesenna, sui resti di quello che fu il bunker del boss Michele Zagaria. Lì, il 7 dicembre del 2011, Capastorta venne catturato. A 12 anni di distanza, è stata inaugurata questa mattina un’area che ha il sapore di rinascita.

Una giornata simbolica per Casapesenna e per tutti i cittadini dell’Agro Aversano, vessato per anni dal dominio criminale dei Casalesi. A presenziare, oltre ad un emozionato sindaco Marcello De Rosa (accompagnato dalla sua amministrazione), anche il sottosegretario al Ministero degli Interni Nicola Molteni, il prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo, il Questore Andrea Grassi, il primi cittadino e presidente di Anci Campania Carlo Marino, il comandante provinciale dei carabinieri Manuel Scarso, e i vertici di Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

Dall’abbattimento alla piazzetta della legalità

Dopo un lungo iter burocratico, riunioni, intoppi vari, il 16 febbraio 2023, partirono le operazioni di abbattimento della villa di via Mascagni e del Bunker. Operazione frutto di un protocollo fra Comune, Regione, governo e prefettura. Ci sono voluti circa 12 giorni per completare i lavori, per dare il via poi all’operazione di riqualificazione. Oggi in quel punto esatto dove c’era un bunker, è stato piantato un ulivo. Sulle facciate delle mura due murale, attorno il perimetro altri alberelli e giardinetti. I carabinieri hanno anche piantumato una Talea della magnolia di Falcone.

“Lo Stato oggi vince”

“Parte da Casapesenna un messaggio fondamentale: di fronte all’illegalità lo Stato non indietreggia, i territori non chinano il capo, anzi, guardano al futuro”, parla così il sottosegretario Molteni, evidenziando che, quella di oggi, è una giornata con un un altissimo valore simbolico non solo per Casapesenna, “ma per tutta l’Italia. Oggi direi con forza che lo Stato vince, per utilizzare una frase nota. Dalla demolizione alla ricostruzione, di un sentimento di appartenenza, di comunità, convivenza civile: quella che un tempo era la casa della criminalità diventa il parco della legalità, dell’aggregazione e della socializzazione, si fa contrasto alla mafia non solo rafforzando e difendendo il lavoro delle forze di polizia e magistratura, ma anche valorizzando le opportunità valorizzando sport, cultura”.

Per Molteni però la Lotta alla criminalità organizzata non si fa solo con la repressione, “ma soprattutto con la valorizzazione culturale. Senza colore politico, una lotta che non è nè di destra nè di sinistra, e deve unire non dividere. Perché nelle divisioni il crimine organizzato si infila. Questo è un territorio che merita opportunità e siamo qui per dirlo con forza. C’è una grande attenzione da parte del Presidente del Consiglio, del ministro Piantedosi su una terra meravigliosa e straordinaria rispetto alla quale l’azione delle forze di polizia, l’azione delle istituzioni, della magistratura deve essere di grande attenzione per valorizzare quegli elementi virtuosi per contrastare il crimine, garantire la legalità per portare più sicurezza e controllo del territorio”.

Inaugurazione piazza via Mascagni Casapesenna

Il prefetto: continuare a lottare

“Oggi – ha sottolineato il prefetto di Caserta Castaldo - raccogliamo i frutti del recupero di un bene simbolico. Un momento importante perché non è un bene qualsiasi, ma un immobile teatro della cattura di un criminale che ha seminato morte e illegalità. È un segnale forte delle istituzioni. Restituiamo alla legalità, alla comunità, un bene fondamentale, dal grande valore simbolico. Ora dobbiamo continuare a lottare, attenzione resta alta”

"Recuperata dignità e credibilità di un popolo"

Per il sindaco De Rosa “Da quel 7 dicembre 2011 sono cambiate tante cose”.  Nel luogo dove oggi è piantato un albero di ulivo, “E’ stato catturato colui che ci ha marchiati”. In questi anni “abbiamo dovuto combattere contro i pregiudizi, non ci siamo fatti intimorire. Solo la testardaggine di un intero popolo, siamo riusciti a recuperare dignità e credibilità. Abbiamo restituito un luogo simbolico alla comunità, alle nuove generazioni, tombando il bunker del boss e ricostruendo, grazie alla sinergia fra i vari attori che rappresentano lo Stato. Non dobbiamo fare nessun passo indietro, dobbiamo debellare il malaffare, qualunque sia il suo nome”.

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