Consiglieri espulsi dal gruppo Pd, Santulli: "Documento senza valore. Pd senza organismi, Gatto rappresenta se stesso"

Il capogruppo Democrat rispedisce al mittente anche le accuse di Marco Villano

Il consigliere Pd Paolo Santulli

“Il documento che Francesco Gatto ha inviato al Presidente del Consiglio comunale non ha alcun valore”. Parole e musica di Paolo Santulli, capogruppo Pd ‘espulso’, secondo quanto messo nero su bianco dal segretario del Pd di Aversa inviato a Carmine Palmiero col quale ha annunciato il nuovo gruppo consiliare dei Democrat composto da Erika Alma e Vincenzo Angelino, con la prima capogruppo consiliare.

“Ad Aversa - spiega Santulli - da tempo il partito è senza organi statutari, la segreteria e il direttivo e quindi Gatto rappresenta se stesso, ma la cosa grave che non ha mai convocato l’Assemblea per ristrutturare democraticamente il partito. Non solo, ma opera “autonomamente” un provvedimento di espulsione non avendone alcun potere. Viola tutti i regolamenti del Pd, che probabilmente non conosce, sostituendosi agli organi disciplinari”. Santulli ammette di non essere sorpreso “tenuto conto che il Pd di Aversa per anni è stato gestito da un monopolio di cui Gatto è il segretario. Da padrone del vapore si abusa del suo potere, pur sapendo che non ha nessun valore, in cerca di visibilità. Denunceremo nuovamente al Partito le sue malefatte”.

L’ex parlamentare replica anche alle accuse arrivate da Marco Villano che ha parlato di “tentato omicidio premeditato” nei confronti del sindaco Alfonso Golia. “Al sodale di Gatto, ricordiamo che non può strumentalizzare lo sfogo, in Consiglio, di Eugenia D’Angelo, lanciando accuse di premeditazione. Il gruppo consiliare è frutto degli eletti della lista PD, che sono sei, di cui, la maggioranza, si era astenuta già al bilancio previsionale, segnalando le anomalie mai sistemate, nemmeno ora in presenza dei rilievi della Commissione Bilancio,  presieduta dalla preside Luisa Diana Motti, che ha ovviamente votato contro, e di cui è componente Eugenia D’Angelo, presidente a sua volta della commissione Affari generali, che ha votato contro. Basta ascoltare il consiglio comunale o leggere il verbale del Consiglio. Anche noi andiamo a casa rinunciando allo scranno municipale, ma non potevamo sostenere uno strumento contabile “anomalo” con conseguenze che avremmo potuto pagare personalmente”.

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