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ELEZIONI Scintille tra Ferrara e Nuzzo. L'ex sindaco: "Sei la continuità con De Lucia"

Negata ogni possibilità di aprire un dialogo in vista del voto

Emilio Nuzzo e Giovanni Ferrara

Nessun apertura al dialogo col tavolo del centrodestra, anzi. Le strade di Giovanni Ferrara (candidato sindaco in pectore di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega a San Felice a Cancello) e dell’ex sindaco Emilio Nuzzo sembrano essere sempre più divise.

Con una polemica tra i due fuochi che non accenna a placarsi. Aveva iniziato proprio l’ex sindaco di San Felice tirando in ballo gli incarichi che Ferrara aveva avuto durante il periodo della sindacatura di Pasquale De Lucia (poi arrestato), cosa ha fatto sbottare il candidato sindaco: “La scelta dei partiti di centro destra di fare ricadere la preferenza sulla mia persona per la candidatura a sindaco di San Felice a Cancello dovrebbe far riflettere  chi, come lui, ha una storia politica alle spalle. Intanto parla di unità e poi fa una distinzione ipotetica tra i buoni dai cattivi e il nero dal bianco, accentuando e alimentando  le divisioni.  Per quanto mi riguarda io, insieme alla mia lista, intendo presentarmi con un progetto di rinnovamento e cambiamento fattivo, mettendo al centro della politica tutti i cittadini e non sempre le stesse famiglie. Voglio inoltre ricordargli che mi sono messo al margine dell’amministrazione da lui guidata quando fu defenestrato un consigliere eletto dal popolo da lui nominato assessore, per fare posto ad una assessora donna, non condivisa né politicamente né elettoralmente dal gruppo.  Per quanto riguarda la mia nomina a revisore dei conti sa bene l’amico Nuzzo che è stata una forzatura, una scelta dovuta e non voluta perché ero l’unico (appena abilitato) a non aver svolto quella mansione, gli altri avevano alle spalle due mandati, per tanto, non erano candidabili al ruolo. In ultimo mi sarei aspettato da lui, dopo la decaduta dell’amministrazione, una lettera aperta ai cittadini di chiarimenti”.

Parole che non sono state fatte passare sotto traccia da Emilio Nuzzo, che ha sferrato un nuovo attacco. "La mia non vuole essere l'ennesima provocazione, in quanto non sono abituato a fare polemiche. Ma, prima che la campagna elettorale entri nel vivo, credo sia opportuno che si faccia chiarezza una volta per tutte perché i miei concittadini non possono essere presi in giro. Ferrara non conosce assolutamente la storia politica di San Felice a Cancello e parla senza senso. Voglio chiarire che non ho defenestrato l'assessore Colella, è andato via dalla mia giunta in quanto non gli avevo affidato la delega al Pip (a cui lui teneva tanto). Colella, oggi, è al fianco di Ferrara avendo piazzato nell'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Pasquale De Lucia la figlia Chiara, in veste di assessore in quota al consigliere comunale  D'Addio. Per quanto riguarda l'assessore donna, inoltre, forse Ferrara non conosce bene la legge che vige in materia. Dovrebbe studiarla visto che aspira a fare il sindaco. Oggi, è obbligatoria la presenza in giunta di una quota rosa e non aggiungo altro. Ferrara, come si evince dalle sue parole, continua a fare demagogia, è abituato purtroppo solo a quello. Sulla questione del revisore dei conti svolto da lui in un periodo molto particolare, ribadisco e questo lo faccio col sorriso, che dovrebbero sentirsi offesi tutti i dottori commercialisti di San Felice a Cancello. Ferrara ha affermato che lui era l'unico abilitato a poter svolgere quel ruolo. Mah, mi viene davvero da ridere in quanto il suo è stato un incarico politico vero e proprio in quota ad un consigliere comunale di maggioranza di allora. E' stato scelto direttamente da Pasquale De Lucia ed è per questo motivo che lui oggi rappresenta la continuità amministrativa di un passato che ha tagliato le gambe ad un territorio, stoppando il rilancio e la crescita sociale, culturale ed economica. Infine, sulla mia vicenda personale non credo debba spiegare altro. Anche le pietre del marciapiede conoscono tutta la vicenda e i sanfeliciani già mi hanno assolto, dimostrandomi la loro fiducia con 4mila preferenze alla Provincia in qualità di consigliere e 6mila da sindaco, visto che i fatti sono precedenti alle tornate elettorali. Ti invito a tacere, caro Giovanni Ferraro. Sei tu, a mio parere, a dover fare una lettera aperta ai cittadini spiegando cose che riguardano i tuoi familiari. Dobbiamo parlare di fatti e non di aria fritta. A proposito, visto che non ricordo, perché non ci spieghi cosa hai proposto per la città quando eri consigliere comunale? Mi farebbe tanto piacere conoscere la tua risposta”.

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