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Lunedì, 15 Agosto 2022
Attualità Recale

"Ecco perché ho lasciato il sindaco. C'entra il Puc e la sua famiglia. Mi smentisca, se ha il coraggio...."

Ommeniello affonda il colpo contro Porfidia dopo essere stato tirato in ballo durante il comizio

“Mi smentisca, se ne ha il coraggio!”. Inizia così il durissimo post di Francesco Ommeniello, presidente del consiglio comunale di Recale e candidato consigliere nella lista “Insieme per cambiare”, con Angelo Racioppoli sindaco. Tirato in ballo da Raffaele Porfidia durante il confronto in piazza Vestini, Ommeniello ha deciso di spiegare le ragioni politiche e di dignità che lo hanno portato a lasciare la maggioranza: “Il sindaco Raffaele Porfidia – rivela Ommeniello – ha fatto inserire nel Piano urbanistico comunale, rendendolo edificabile, un terreno di proprietà della moglie. In più, ha spesso 700mila euro dei cittadini di Recale per urbanizzare il comparto in cui è presente quel terreno. E questo un Ommeniello non lo può consentire. In 5 anni di amministrazione in una sola seduta di giunta, quella del 29 giugno del 2021, il sindaco Porfidia è risultato assente: la seduta, presieduta dal vice Domenico Di Maio, nella quale è stata cambiata la destinazione urbanistica di quel terreno, che era agricolo. Porfidia ha riesumato una delibera di Consiglio comunale del 2010, la numero 5 del 27 febbraio, che io neppure ho votato, per curare gli interessi della sua famiglia, a discapito di quelli dei cittadini di Recale. E questo un Ommeniello non lo può consentire. Lello – prosegue Ommeniello – può dire ciò che vuole, può tentare di alterare, mistificare la realtà, ma i fatti restano fatti. Al di là delle scappatoie offerte dalla legge, in politica esiste un’etica, esistono delle ragioni di opportunità, esistono dei limiti che non possono essere valicati. Prima di prendere le distanze dalla compagine di governo, in una riunione in cui erano presenti tutti i consiglieri comunali, che se avessero la schiena dritta oggi dovrebbero confermarlo, provai a farlo ragionare, da amico prima che da alleato; gli suggerii di non procedere, di desistere. Ma lui non ha voluto sentire ragioni. La sua famiglia, i suoi interessi vengono prima di tutto, vengono prima dei recalesi. E questo – conclude l’esponente di “Insieme per cambiare” – un Ommeniello non lo può consentire”.

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