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Lunedì, 29 Novembre 2021
Attualità Curti

Psicosi coronavirus, titolare di un ristorante 'discriminata' in un negozio di abbigliamento

La donna denuncia: "Un episodio che mi ha fatto male, sono stata privata della dignità di persona"

Psicosi coronavirus, discriminata una imprenditrice cinese. La donna ha affidato ai social la sua denuncia. Era andata semplicemente a fare shopping in un negozio di abbigliamento sulla Nazionale Appia a Curti, nei pressi del ristorante di sua proprietà, in direzione Caserta. Quando nonostante "lavoro e vivo in Italia da circa 20 anni, non vado in Cina da anni e non ho avuto contatti con persone che di recente ci sono state", pur non conoscendola personalmente il dipendente del negozio di abbigliamento, "nel vedermi entrare", si è messo la giacca sul viso ed ha esclamato “è entrato il coronavirus”. "Pensando - continua la donna - che io non potessi comprendere ciò che diceva in lingua italiana. Dopo le mie rimostranze su quanto era successo sono andata via, ovviamente senza acquisti".

L'imprenditrice ha riferito che "questo episodio mi ha molto ferito, al punto di sentirmi privata della dignità di persona che fa di tutto per integrarsi in questo Paese e sottrarsi ai tanti stereotipi: razzismo, discriminazione e non ultimo quello sul coronavirus. Questo dipendente non sa che privare una persona della sua dignità è più brutale che percuoterla fisicamente, oltre a distruggerne la morale. Poiché non sa tutto ciò, perché sicuramente non ha mai provato tutto questo sulla propria pelle, quindi lo ignora, sono costretta a perdonarlo, diversamente dovrei denunciarlo per quello che mi ha detto pubblicamente alla presenza di altre persone. Approfitto di questo spiacevole episodio per lasciare un messaggio di monito per riflettere. Le sue titolari, e con le quali ha contatti tutti i giorni, da tempo frequentano il mio ristorante. Inoltre, la maggior parte dei vestiti che si trovano nel negozio presso cui lavora provengono dalla Cina. Quindi, se ha paura del coronavirus non dovrebbe uscire di casa.
Questa è una nomale reazione di una persona adulta, a seguito di un simile episodio. Diversamente, più grave ed angosciante è quello che stanno affrontando i bambini della nostra comunità, in ogni luogo compreso la scuola. I bambini cinesi stanno portando, con onore, sulle loro spalle il fardello più grande, quello della discriminazione legata a questo momento del coronavirus. Ciò sarà causa, in questi bambini, di grandi disturbi che porteranno con loro per tutta la vita".

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