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De Luca insiste sulle scuole: “Rinviare ritorno in classe di 20 giorni"

Il governatore: “Ipotesi di tenere a casa i bambini non vaccinati è discriminatoria”

Le scuole sono il nuovo “focolaio” di attenzione per la pandemia da Covid-19. Il rientro in classe è previsto per lunedì 10 gennaio, ma c’è chi sta pressando per attivare la Dad almeno fino alla fine del mese. Tra questi c’è il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che, come Casertanews ha riportato, sta effettuando una profonda riflessione sul dà farsi. De Luca chiederebbe di proprio pugno le scuole, come già fatto in passato, ma la sentenza del Tar che lo ha condannato dopo le chiusure del gennaio 2021, ora deve andarci coi piedi di piombo.

Il governatore confida in una decisione presa dal governo Draghi e dal ministro Bianchi che, però, finora, non sembrano essere propensi. L’unica soluzione circolata per il momento è quella di tenere a casa i bambini non vaccinati. “Mi sembrerebbe una misura tanto odiosa e discriminatoria, quanto ingestibile” ha affermato De Luca. “Credo che si debbano prendere misure semplici ed equilibrate, con l’obiettivo di aprire le scuole in presenza quanto prima e per sempre. Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio – che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta – e di sviluppare, in questi giorni, la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca. Non sarebbe di certo una misura ideale, ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico".

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