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Poste, il sindacato: "Chiudere uffici per tutelare i lavoratori"

Il segretario provinciale della Slp Cisl chiede più rispetto per i postelegrafonici: "Servono più mascherine e soprattutto la collaborazione di tutti per evitare assembramenti"

L'emergenza coronavirus ha portato alla "ribalta" figure professionali preziose, troppo spesso bistrattate, e solo in questo momento così duro passate alla memoria collettiva come "eroi". La speranza è che ci si ricordi di loro anche dopo questa grave situazione di emergenza sanitaria: dai medici, infermieri e operatori socio-sanitari impegnati in trincea a salvare vite umane ai dipendenti dei supermercati, i farmacisti, i trasportatori, gli operatori ecologici impegnati a garantire i servizi essenziali alla collettività. 

In questi duri mesi di emergenza coronavirus, tra i tanti "eroi" ci sono anche i lavoratori delle Poste: dai direttori degli uffici postali agli sportellisti, ai portalettere. Tutti impegnati a garantire un servizio essenziale e indifferibile ai cittadini e soprattutto esposti ad un elevato rischio di contagio da Covid-19, nonostante tutte le precauzioni del caso. 

Ed è proprio dal mondo dei postelegrafonici che arriva un appello importante. "Chiediamo il ripetto dei lavoratori sia da parte dell'azienda con maggiori forniture di dispositivi di protezione individuale che da parte dell'utenza che negli ultimi giorni ha sfruttato il pagamento delle pensioni per accalcarsi fuori gli uffici postali - ha sottolineato Angelo Cafarelli, segretario provinciale della Slp Cisl di Caserta - I postelegrafonici stanno lavorando davvero sodo e chi li accusa di essere scansafatiche  e responsabili delle lunghe file fuori gli uffici postali, non è a conoscenza degli sforzi che stanno affrontando in questo periodo. Il problema degli assembramenti fuori gli uffici postali non compete ai lavoratori delle Poste ma al senso civico di ognuno di noi".

"Ribadiamo la necessità di razionalizzare l'apertura degli uffici postali a partire dal 2 aprile per evitare assembramenti nel nostro territorio - ha aggiunto il sindacalista Angelo Cafarelli - E' necessario che l'azienda dopo il pagamento delle pensioni si assuma la responsabilità di considerare servizi pubblici essenziali quelli indicati dalla legge 146/90, normativa applicata nei giorni di sciopero. C'è bisogno inoltre dell'aiuto di tutti (sindaci, volontari, associazioni, forze dell'ordine, Protezione civile) per evitare gli assembramenti presso gli uffici postali".

"Ringrazio ancora una volta tutti i postelegrafonici per quello che hanno fatto in queste settimane durissime e per quello che faranno nelle prossime - ha concluso Cafarelli - La Slp Cisl farà la sua parte nell’ interesse della salute dei lavoratori e del lavoro. Andrà tutto bene, anche questa volta vinceremo il nostro nemico".

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