Il governo studia il lockdown nelle grandi città: occhi puntati anche su Caserta

L’indice di contagio RT nel Capoluogo di Terra di Lavoro è sopra 2

Il governo Conte prepara il lockdown delle grandi città. Come riporta Today, la stretta potrebbe arrivare già nel week-end, mentre secondo alcuni retroscena l'esecutivo ha in mente di anticipare il prossimo Dpcm, previsto per il 9 novembreai primi del mese "sfruttando" le festività. Nella lista dei centri a rischio, scrive oggi il Corriere della Sera, ci sono Milano, Napoli, Roma, Torino e Bologna. 

Verso la chiusura delle grandi città

Nell'ordine, mentre il bollettino della Protezione Civile conta oltre 31mila nuovi positivi e quasi 200 morti, un report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero disegna una realtà in cui alcune regioni si trovano già nello scenario 4, quello più grave dell'epidemia. Mentre l'indice di contagio Rt sale a 1,7 a livello nazionale, questa settimana, per la prima volta, viene segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed esiste un'alta probabilità che 15 Regioni e Province autonome superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 750 (18/10) a 1.208 (25/10), mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 7.131 (18/10) a 12.006 (25/10).

Sono 11 le regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata di Sars-CoV-2 ed altre 8 Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Lo scenario 4 è a sua volta suddiviso in tre fasce: moderata, alta/molto alta per meno di tre settimane consecutive o alta/molto alta per più di tre settimane consecutive e situazione non gestibile.

Il quadro che ci attende se le misure messe in campo non dovessero dare i loro frutti. In quest'ultimo caso si prevedono gli obiettivi di "mitigazione della diffusione del virus, riduzione del numero di casi, porre fine alla trasmissione comunitaria diffusa". Come? "Restrizioni generalizzate con estensione e durata da definirsi rispetto allo scenario epidemiologico", accanto alle "limitazioni della mobilità da/per le zone interessate", ma anche la "chiusura delle strutture scolastiche/universitarie", sempre per l'estensione e la durata richieste dall'andamento dell'epidemia, "ed attivazione della didattica a distanza sempre ove possibile". Quattro regioni hanno inoltre le terapie intensive al di sopra della soglia d'allarme. 

Lo scenario 4 e l'indice Rt sopra 2 nelle grandi città

In questa ottica c'è da registrare, spiega oggi Repubblica, che alcune grandi città si trovano con l'indice Rt sopra 2: Milano e Napoli, Caserta, Varese e Genova, Como, Torino e alcune realtà del Veneto del Centro e del Sud (per la debolezza della sanità si osservano con preoccupazione Calabria e Sicilia). Il quotidiano aggiunge che tra queste città non c’è Roma, anche se la situazione è in rapido deterioramento. E che il governo dovrà trattare con governatori e sindaci l'elenco delle metropoli in cui scatteranno le restrizioni, ovvero: 

  • chiusura delle scuole con Didattica a Distanza al 100% ove possibile;
  • stretta sulle attività commerciali e uscita con l'autocertificazione;
  • in ultima analisi, il blocco dei movimenti tra regioni;

Da questo punto di vista il governo si trova nella situazione più difficile perché l'alternativa alla stretta nelle grandi città è quella di varare un nuovo Dpcm entro i primi giorni di novembre. Questo comporterebbe la possibilità di un'accelerazione rispetto al piano di cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi, che prevedeva l'attesa dell'effetto delle chiusure ordinate nei tre Dpcm di ottobre e quindi lo spostamento di eventuali nuovi interventi alla seconda settimana di novembre. 

Questo però potrebbe accelerare la chiusure di intere aree territoriali con la creazione di zone rosse e lockdown localizzati. Che dovrebbero ridurre la circolazione e quindi i contatti tra le persone, sbarrare la porta di negozi e attività non essenziali, estendere la Didattica a Distanza alle scuole medie. 

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