Luise preoccupato per un nuovo lockdown: "Decisione sarebbe scellerata"

Il consigliere comunale lancia l'allarme: "Rischiamo una rivoluzione senza precedenti"

Antonio Luise

Vincenzo De Luca non si rende conto di cosa vorrebbe dire un nuovo lockdown per la città di Castel Volturno. Lo dico da castellano, prima che da consigliere comunale. Le conseguenze sarebbero a dir poco disastrose”. A parlare è Antonio Luise, che da poco è stato incaricato dal sindaco Luigi Petrella di fungere da supporto agli assessori nei “numerosissimi problemi che attanagliano il territorio, soprattutto in materia di assetto complessivo dei beni del territorio (leggasi scuole, strade e cimiteri), di arredo urbano e di urbanistica”.

Luise è decisamente preoccupato per le ripercussioni che tale decisione del governatore della Regione Campania potrebbe avere in un territorio difficile come quello litoraneo: “Quanto è accaduto a Napoli potrebbe essere solo una piccola parte di ciò che avverrebbe a Castel Volturno. Siamo in un territorio che già vive in una perenne difficoltà economica, messo in ginocchio da annate estive turistiche decisamente poco incoraggianti negli ultimi anni e distrutto dalla presenza invadente della mafia nigeriana, a capo di sistemi di spaccio e prostituzione. Ai 20mila abitanti italiani bloccati dal lockdown, si aggiungerebbero 20mila immigrati irregolari, che già, in passato, hanno prova, in manifestazioni per strada, di essere difficilmente domabili. Rischiamo una rivoluzione senza precedenti. Mi chiedo come possa un governatore minacciare di chiudere tutto senza programmare un piano economico per i cittadini e senza confrontarsi con i sindaci dei comuni che dovrebbero far rispettare le restrizioni. E’ un atteggiamento da dittatore”.

“Non disponiamo nemmeno del numero giusto di unità delle forze dell’ordine per contrastare un’eventuale rivolta - tuona Luise - Mi è giunta voce che ciò è già avvenuto nella giornata di sabato, quando 30 immigrati hanno iniziato a protestare. De Luca sta commettendo una sciocchezza imperdonabile. Non si può morire di Covid o di fame. I cittadini vogliono risposte”.

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