Mercati ancora fermi, gli operatori scrivono al sindaco

Chiesta la riapertura immediata del mercatino al rione Vanvitelli e della fiera bisettimanale di via Ruta. I sindaci dell'agro aversano inviano una lettera al premier Conte, al governatore De Luca e al presidente Anci Campania Carlo Marino

La riunione con gli operatori del mercatino del rione Vanvitelli di Caserta

Una lettera al sindaco Carlo Marino e all'assessore alle Attività produttive Emiliano Casale per chiedere l'immediata riapertura del mercatino settimanale del rione Vanvitelli e della fiera bisettimanale di via Ruta a Caserta. Ad inviarla sono stati il presidente provinciale Anva Confesercenti, Sebastiano Bernardo, ed il vice presidente Giuseppe Amoroso, a margine di un incontro tenutosi stamattina con gli operatori del mercatino del rione Vanvitelli. La voglia di ripartire è tanta, soprattutto perchè la pandemia da coronavirus è stata una vera e peropria 'mazzata' per le 'tasche' dei mercatali che dal mese di marzo sono stati costretti alla chiusura forzata per contenere la diffusione del contagio. Tuttavia per poter ripartire gli ambulanti hanno bisogno di indicazioni chiare e regole certe, che al momento a Caserta mancano. Infatti se in alcuni comuni del casertano i mercati hanno già riaperto i battenti (seppur solo per quanto riguarda le attività di generi alimentari) con tutte le precauzioni del caso, a Caserta aleggia l'incertezza ed è ancora tutto fermo al palo. 

L'Anva Confesercenti: "Il Comune di Caserta è in ritardo"

"Abbiamo chiesto al Comune di Caserta di accelerare tutte le procedure per la riapertura - sottolinea Sebastiano Bernardo, presidente provinciale Anva - L'Ente è in ritardo (anche perchè il 18 maggio, qualora non fossero disposti ulteriori divieti dalla Regione Campania, dovremmo riaprire regolarmente) e noi operatori siamo in ginocchio. Non ce la facciamo più ad andare avanti così. Le attività alimentari dovevano essere aperte già da una settimana, ma dal Comune di Caserta non sappiamo ancora nulla di ufficiale, né tantomeno abbiamo avuto modo di confrontarci". 

"Ci aspettavamo che Caserta, in quanto Capoluogo, fosse da input per l'intera provincia, ma così non è stato - aggiunge Sebastiano Bernardo - Sensibilità ci è stata dimostrata invece dai sindaci dell'agro aversano e dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere ai quali va tutto il nostro plauso. Se il Comune di Caserta non ci fornirà risposte celeri e concrete, scenderemo in piazza e faremo sentire ancor più la nostra voce".

La lettera dei sindaci dell'agro aversano

Il grave stato di disagio che sta attanagliando tutti i venditori ambulanti ha spinto i 17 sindaci dell'agro aversano a scrivere una lettera al premier Giuseppe Conte, al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e al presidente dell'Anci Campania Carlo Marino.

"Comprendiamo il momento critico che sta vivendo il nostro Paese e sosteniamo le decisioni assunte in quanto siamo consapevoli di dover contenere i contatti per ridurre le possibilità di contagio", sottolineano nella lettera i sindaci Alfonso Golia (Aversa), Antonio Tatone (Casaluce), Renato Natale (Casal di Principe), Marcello De Rosa (Casapesenna), Nicola Affinito (Carinaro), Enzo Guida (Cesa), Gabriele Piatto (Frignano), Nicola Esposito (Lusciano), Giuseppe Dell'Aversana (Sant'Arpino), Luigi Pellegrino (Parete), Vincenzo Caterino (San Cipriano d'Aversa), Vincenzo Santagata (Gricignano d'Aversa), Gianni Colella (Succivo), Tommaso Barbato (Teverola), Anacleto Colombiano (San Marcellino), Luigi Della Corte (Villa di Briano) e Nicola Tamburrino (Villa Literno).

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"In riferimento al D.P.C.M. del 26 aprile 2020, con il quale è stato avviata la fase 2, con date delle ripartenze, facciamo presente anche il grave stato di disagio che vivono tutti gli operatori su aree pubbliche e mercatali - scrivono i sindaci dell'agro aversano - A tal proposito, con ordinanza numero 45 dell’8 maggio 2020, la Regione Campania ha disposto la ripresa delle attività mercatali, limitatamente alla vendita di generi alimentari, e pertanto, ad oggi, gli altri venditori ambulanti si trovano in una situazione economica disastrosa. Ed infatti, nonostante il grande aiuto fornito a tante categorie produttive, i venditori ambulanti vivono un forte stato di crisi a causa della chiusura. E' necessario valutare la possibilità di consentire l’apertura delle loro attività quanto prima, ovviamente nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie, con dispositivi di sicurezza individuale".

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