Martedì, 28 Settembre 2021
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Coronavirus, il governo studia una proroga delle restrizioni dopo l'Epifania

Saranno confermate le zone gialle, arancioni e rosse. Ma dal 7 gennaio si dovrebbe tornare finalmente a scuola (anche in Campania)

Il 2021 dell’Italia comincia in zona rossa, con le norme restrittive anti contagio imposte dal governo ancora in vigore per scongiurare una terza ondata di coronavirus. Il Paese resterà in zona rossa fino al prossimo mercoledì 6 gennaio, con la sola eccezione di lunedì 4 gennaio (zona arancione). Venerdì 15 gennaio scadono gli effetti del decreto legge n. 158 2 dicembre e del Dpcm 3 dicembre, mentre il 7 gennaio cessano le restrizioni del Natale 2020 che hanno portato l'Italia in zona rossa e arancione "a singhiozzo".

La programmazione delle nuove riaperture

Cosa accadrà dopo? Il governo programma la riapertura di alcune attività a gennaio, insieme al decreto legge e al Dpcm che sostituiranno quelli in vigore fino al 15. Per quanto riguarda le scuole c'è già una data, quella del 7 gennaio, per la ripresa della frequenza in presenza al 50%. Il Viminale, in una nota, ha annunciato che "le prefetture hanno adottato i documenti operativi all'esito dei lavori dei tavoli di coordinamento scuola-trasporti istituiti in tutte le province in vista della ripresa" e "dell'ordinanza del ministro della Salute del 24 dicembre 2020 che limitatamente al periodo 7-15 gennaio riduce la presenza in classe al 50%”. Finalmente anche gli alunni della provincia di Caserta dovrebbe tornare in classe: si partirà almeno con quelli della scuola dell’Infanzia e delle prime due classi delle Elementari, per poi passare via via col rientro degli altri, almeno stando a quanto annunciato nei giorni scorsi dall’assessore regionale della Campania Lucia Fortini.

Il nuovo Dpcm e le chiusure dopo il 15 gennaio 2021

Poi ci sono le attività produttive: per i bar e i ristoranti rimarrà in vigore il sistema delle zone gialla, arancione e rossa e quindi gli esercizi potranno aprire fino alle 18 se si trovano nelle aree con minori restrizioni oppure potranno solo fare servizio d'asporto e consegna a domicilio negli altri casi. Ma sarà necessario valutare i numeri dell'emergenza. La chiusura di teatri, cinema, palestre e piscine potrebbe continuare anche dopo le festività. È probabile la proroga delle chiusure per l'emergenza coronavirus anche dopo il 15 gennaio, quando scadrà il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 3 dicembre e ne entrerà in vigore uno nuovo. A minacciare la possibilità di riaprire, il timore di una terza ondata e degli effetti della variante inglese scoperta nelle scorse settimane. Restano ancora l'incognita della riapertura dello sci, dopo le osservazioni del Comitato tecnico scientifico. È probabile dopo la scadenza del 15 gennaio una proroga dello stop ai teatri, agli spettacoli all'aperto, ai cinema, alle palestre e alle piscine al chiuso.

Si torna alla zona rossa, arancione e gialla

Il governo ha precisato che qualsiasi decisione sarà presa sulla base dei dati epidemiologici che arriveranno dopo l'Epifania. Il 7 gennaio scadono infatti le misure restrittive natalizie ed entreranno in vigore di nuovo le fasce di colore in base all'andamento del contagio nelle regioni (zona rossa, zona arancione e zona gialla). Ogni provvedimento verrà preso prima di metà gennaio, dopo aver analizzato l'andamento dei contagi. Se alcune chiusure, come sembrerebbe, dovessero protrarsi, alla platea già esistente si aggiungeranno altre attività che chiederebbero di rientrare nei ristori del governo. Il 31 gennaio, inoltre, scadrà lo stato di emergenza, prorogato dal Consiglio dei ministri il 7 ottobre. E non è esclusa un'ulteriore proroga.

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