De Luca riapre alla vendita da asporto dopo la rivolta dei commercianti

Si attende la nuova ordinanza del governatore per regolamentare il take away in bar e ristoranti

Dietrofront. Il governatore Vincenzo De Luca riapre all'asporto dal 4 maggio dopo lo stop a questa tipologia di vendita arrivato a mezzanotte. Si attende l'ordinanza (prevista in serata) ma, a quanto pare, la decisione è maturata all'esito del confronto con le associazioni di categoria e l'unità di crisi regionale svolto in mattinata .

Il servizio sarà svolto, ha precisato De Luca solo attraverso prenotazioni telefoniche ed online con un banco di vendita allestito all'esterno dell'attività commerciali. I titolari degli esercizi saranno responsabili anche del distanziamento sociale. Chi non farà rispettare le norme rischia una chiusura di una settimana. "È un atto di fiducia sul senso di responsabilità di tutti - ha dichiarato De Luca - Rimane l'obbligo per ognuno di contribuire alla non diffusione dell'epidemia. Si farà alla fine della prossima settimana una verifica. Eventuali comportamenti errati porterebbero alla revoca di queste decisioni". 

Il prossimo provvedimento è stato annunciato da diversi consiglieri regionali tra cui i casertani Luigi Bosco e Giovanni Zannini. In particolare Bosco, vicepresidente della Commissione Attività Produttive, ha chiesto la convocazione della commissione per chiedere "un'accelerazione nell'individuazione delle misure organizzative per garantire (la vendita da asporto nda) in condizioni di sicurezza". 

"Saranno certamente felici i titolari di pizzerie, pub, ristoranti, pasticcerie, gelaterie dopo l’ok dato da De Luca all’asporto - ha dichiarato il consigliere Zannini - In mattinata l’unità di crisi ha approvato il protocollo di sicurezza e da lunedì sarà consentito in Campania di poter somministrare bibite e alimenti da asporto. Una buona notizia per bar, pizzerie, pub, pasticcerie e gelaterie".

Dopo il provvedimento con cui era stato sancito lo stop vibranti erano state le proteste degli esercenti. "De Luca ha toppato sui tempi e sul modo della comunicazione - aveva spiegato Salvatore Petrella, presidente provinciale di Confesercenti - Sono stati investiti soldi per la riapertura ed ora le imprese non possono attendere: c'è bisogno di chiarezza e non di ordinanze a mezzanotte". 

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Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente di Confcommercio Lucio Sindaco: "Qual è la differenza tra l'asporto e la coda ad esempio al supermercato - ha spiegato - Il provvedimento è anacronistico. Il delivery ha permesso la riapertura del 30% delle attività, meno della nostra stima iniziale". Posizioni che hanno spinto De Luca a ripensarci.  

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