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Finto contratto da badante per il permesso di soggiorno

E' quanto scoperto dalla polizia e confermato da una sentenza del Tar

Falso contratto di lavoro come badante, nei guai una donna. Per avere il permesso di soggiorno una donna nigeriana avrebbe ‘ricevuto’ un contratto di lavoro come badante per la figlia minorenne di un cittadino di Casal di Principe solo che poi è risultato essere tutta una truffa solamente per restare sul territorio casalese. E’ quello che è emerso da una sentenza del Tar della Campania che si è pronunciato sul ricorso presentato dalla donna dopo l’annullamento del permesso di soggiorno. 

La donna ha un permesso di soggiorno per lavoro subordinato rilasciato nel 2009 e nel 2013 “presentava istanza di rinnovo, dichiarando il contratto di lavoro in Casal di Principe con mansione di badante per la figlia minorenne di un cittadino, affetta da grave malattia”. Solo che la “Questura di Caserta adottava decreto di rigetto deducendo la fittizietà del contratto allegato a sostegno del richiesto titolo di soggiorno, come emerso a seguito di accertamenti svolti in collaborazione con il personale del Commissariato di Polizia di Aversa”.

Secondo i giudice del Tar però il “ricorso è infondato”. In quanto “il personale di polizia nel corso delle sue indagini ha raccolto la testimonianza del padre del presunto datore di lavoro della ricorrente (convivente con il figlio e con la nipote minore, alla quale la ricorrente stessa avrebbe dovuto dare assistenza), affermando a chiare lettere di “non conoscere nessuna persona extracomunitaria”. Trattasi di un elemento istruttorio tutt’altro che secondario o superficiale, ben sufficiente a presumere che la ricorrente non abbia in realtà frequentato quella famiglia e tanto meno abbia supportato nelle sue mansioni di badante la piccola nipote affetta da problemi di salute”.

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