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"Incarico da dirigente", Comune condannato a pagare 31mila euro a funzionario

La sentenza del giudice del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere riconosce le differenze retributive per il lavoratore che ha svolto le mansioni "superiori"

Un funzionario del Comune di Marcianise ha svolto mansioni da dirigente per 9 mesi. Per questo il giudice del lavoro di Santa Maria Capua Vetere ha condannato l'Ente di Piazza Umberto I a pagare le differenze retributive per il lavoratore, quantificate in poco più di 31mila euro

Il funzionario, inquadrato nella categoria D3, avrebbe svolto le mansioni di dirigente ai Lavori Pubblici ed al Patrimonio a partire da luglio 2014, dopo il pensionamento del dirigente titolare. Un incarico ricoperto a suon di proroghe, con almeno 4 diversi decreti sindacali con cui veniva confermata la reggenza con "poteri sostitutivi, fino ad aprile 2015.

Un periodo in cui il dipendente ha svolto mansioni superiori al suo inquadramento, firmando diverse determine che attestano "sia il conferimento dell’incarico in presenza di una vacanza del posto, sia la continuità dell’attività di dirigente svolta per l’intero periodo dal Luglio 2014 sino all’Aprile 2015", si legge nella sentenza del giudice Roberto Pellecchia.

Il giudice, così, ha riconosciuto al funzionario, accogliendo il ricorso presentato dall'avvocato amministrativista Paolo Centore, il pagamento degli emolumenti (31.396 euro) oltre agli interessi legali e spese di giudizio.  

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