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Attualità Casagiove

"Un cero pasquale fuori il cimitero per le vittime del coronavirus"

La richiesta dell'ex sindaco Vincenzo Melone (membro del comitato per la salute pubblica) anche per consentire ai cittadini di commemorare i cari defunti

Un cero pasquale da collocare all'ingresso del cimitero di Casagiove come tributo della comunità a tutti defunti e a tutte le vittime del coronavirus. E' questo quanto richiesto dall'ex sindaco Vincenzo Melone, membro del comitato di salute pubblica, costituito da ex sindaci e parroci, con lo scopo principale di affiancare e sostenere, per quanto possibile, gli organi istituzionali durante l'emergenza epidemiologica da Covid-19.

Una proposta lanciata a tutti i sacerdoti di Casagiove, in particolar modo a don Stefano Giaquinto, parroco della Chiesa Madre di San Michele, per "consentire a tutti i cittadini di accompagnare i propri cari defunti nell'ultimo viaggio, considerato che il cimitero è chiuso per ragioni sanitarie legate alla diffusione del coronavirus", ha sottolineato Melone, che poi ha posto l'accento sull'azione che sta portando avanti il comitato per la salute pubblica.

"Sin dalla costituzione abbiamo incontrato non poche difficoltà, per cui non tutto è andato sempre per il verso giusto - ha spiegato l'ex sindaco Vincenzo Melone - In questo momento storico tutti dovevamo prendere coscienza di essere sulla stessa barca e di dover remare nella stessa direzione. Eppure, questo era ed è il momento della responsabilità. Noi ex sindaci non potevamo rimanere indifferenti al grido di dolore, che si alzava da tante parti d’Italia e tanto meno potevamo immaginare di essere esclusi persino dalla possibilità di dare un contributo di esperienza alla nostra comunità. Pertanto, non potevamo rimanere in silenzio davanti a una tragedia immane. Nessuno deve dimenticare che di fronte alla tempesta, non esistono differenze politiche o distinzioni geografiche, ma solo condivisione e solidarietà, per essere almeno una goccia di spegnimento di questo mostro invisibile che il Covid-19". 

"Per questi motivi, insieme a Giovanni D’Angelo, indipendentemente dalle nostre idee politiche, abbiamo costituito il comitato di salute pubblica, con l’obiettivo di affiancare gli organi istituzionali nella gestione dell’emergenza - ha continuato - Certamente non per fare politica. Abbiamo anteposto, ognuno di noi, il bene della nostra città davanti a tutto e a tutti, come abbiamo sempre dimostrato: un amore totalizzante nel tempo, nelle proprie competenze e nelle proprie emozioni. E proprio per questo amore verso la nostra comunità, abbiamo presentato molte proposte e richieste di intervento sul territorio".

"Abbiamo chiesto a gran voce di informare quotidianamente la città, sui rischi, sui numeri dei contagi e sulle misure adottate per combattere questo nemico invisibile, che si è insinuato nelle nostre case, e, soprattutto nei nostri corpi - ha aggiunto - Abbiamo chiesto che le iniziative sul territorio non fossero affidate soltanto a dei singoli, se pur degni di stima, ma ad una regia dell’Ente comunale, con precise linee guida. Tuttavia, siamo preoccupati perché ci troviamo davanti ad una emergenza sanitaria che ben presto andrà ad aggravare la situazione economica della nostra città, con centinaia di famiglie che vivranno ancor di più il dramma di non riuscire a mettere un piatto in tavola. Tante sono le storie di grande disagio che abbiamo ascoltato per telefono. Non auguro mai a nessuno di vedere le lacrime di tanti padri di famiglia messi in ginocchio da questa emergenza. Di certo, con i fondi stanziati dal Governo per il Comune di Casagiove non si arricchirà nessuno, semmai potremo vedere qualche famiglia in più con un piatto caldo".

"In questi giorni così difficili è doveroso rivolgere al commissario straordinario del Comune di Casagiove, ai carabinieri, ai vigili urbani e alla Protezione civile un grazie per quello che stanno facendo, in un momento difficile che segnerà profondamente la nostra comunità - ha concluso Melone - Nulla sarà come prima. Un pensiero particolare va rivolto ai sacerdoti della nostra città, che stanno esprimendo il volto bello della chiesa, per il loro sostegno spirituale ,e tante volte economico, a coloro che si trovano in difficoltà; con il conforto ai malati e con tante altre forme di accoglienza e assistenza". 

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