Cave, arriva la beffa: lo stop solo con l’apertura del Policlinico

Le modiche alla legge regionale fanno discutere. Chiesto l'intervento del sindaco Marino

Le cave a ridosso del cantiere del Policlinico

La speranza di vedere interrompere l’attività estrattiva delle cave casertane? Coincide con l’apertura del Policlinico di Caserta, o meglio, con l’avvio della sua attività sanitaria e di ricerca.

Il dettaglio che fa tremare i casertani, che da anni aspettano entrambi i due ‘eventi’, è presente in un emendamento alla legge regionale in materia, che vincola così lo stop alle cave da un normale crono-programma di chiusura dell’attività estrattiva al completamento del Policlinico, un evento che non sembra affatto vicino, vista la storia travagliata del cantiere.

Il punto fondamentale è la modifica al comma 10bis della legge regionale 13 dicembre 1985 n. 54, dove si legge che “nelle aree interessate al Policlinico di Caserta la concessione cessa in ogni caso all’effettivo avvio delle attività di assistenza o ricerca del Policlinico previa formale comunicazione da notificarsi al concessionario con preavviso di almeno sei mesi”.

Un vero e proprio paradosso: secondo la Regione dovrebbe essere proprio il management del Policlinico, una volta entrato in funzione, ad avvisare con 6 mesi di preavviso i proprietari delle cave per fermare le attività estrattive.

Un problema che non è sfuggito al consigliere comunale di Caserta Antonio Ciontoli, che ha chiesto un intervento ‘ad horas’ del sindaco Carlo Marino presso la Regione “affinché, su un tema così avvertito dalla cittadinanza, ci sia coerenza d’intenti e chiarezza normativa”.

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Per Ciontoli infatti, rilevato che al momento non sembrano più esserci una vera e proprio scadenza, “come nel gioco del cane che si morde la coda il Policlinico e Caserta rischiano, dopo le vane attese, di rimanere un appuntamento mancato”. 

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