Lunedì, 20 Settembre 2021
Attualità San Cipriano d'Aversa

Case abusive, più di 3000 rischiano l'abbattimento: "Si sta giocando alla roulette russa"

L'allarme lanciato dai sindaci di San Cipriano d'Aversa e Casapesenna: "L'abusivismo edilizio è un dramma sociale"

Il problema dell’abusivismo edilizio è “un dramma sociale”. Questo il punto che i sindaci di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, e di Casapesenna, Marcello De Rosa, evidenziano fortemente per far comprendere la gravità di tutto ciò che sta accadendo a Casal di Principe, dove il sindaco Renato Natale ha deciso di dimettersi dopo che la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha negato la proroga degli abbattimenti di due case che costringerà altrettante famiglie (con 4 bambini) a restare senza un'abitazione.

La vicenda di Casal di Principe - che conta circa 1400 case abusive - accomuna tutti i territori e potrebbe, domani, verificarsi in qualsiasi altro comune della zona. Nella vicina San Cipriano d'Aversa, infatti, ci sono circa 1600 case abusive; mentre a Casapesenna ben 300. In totale, dunque, 3.300 abitazioni abusive con circa 10.000 abitanti (oltre il 20% della popolazione) che da un momento all'altro potrebbero essere costretti a lasciare la propria casa.

Sono case di famiglia, costruite, abitate e mantenute dai proprietari, non edifici della "speculazione edilizia", ma costruzioni di necessità costruite in assenza di piani urbanistici, localizzate in modo diffuso e discontinuo nel consolidato - spiegano Caterino e De Rosa - Siamo di fronte ad una vera e propria disgrazia che nuoce tutta la comunità. Si tratta di persone che vengono buttate per strada senza che venga a loro garantito il diritto di avere un tetto sulla testa, gente a cui viene sottratta la dignità e a cui viene negato il diritto di riscatto. Non sono numeri ma anime, cuori, mamme e papà, figli, nonni, adulti e bambini senza distinzione".

“Il legislatore – aggiungono i due sindaci – non può negare l’evidenza. Siamo di fronte ad un problema vero, reale e anche gravissimo. La questione va affrontata e sicuramente non possiamo essere lasciati soli. Si sta giocando alla roulette russa, sotto a chi tocca, chi è il prossimo? Ogni abbattimento tocca alle casse dell’ente circa 150mila euro. Non si tratta solo di anticipare, ma questi soldi non potranno più essere recuperati. A questo danno economico va aggiunto poi, quello ancora più grave, delle famiglie da gestire con i servizi sociali”.

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