Venerdì, 17 Settembre 2021
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Licenziate all’improvviso 11 biologhe: ora l’Asl rischia maxi risarcimento

Mandate a casa 4 mesi prima della scadenza dei contratti, ma altre 12 sono rimaste in servizio. E spunta anche un possibile conflitto di interessi

Il direttore generale dell'Asl Ferdinando Russo

Licenziate all’improvviso, senza che nulla facesse pensare ad una interruzione del rapporto lavorativo prima della fine del contratto. Ma adesso le biologhe precarie dell’Asl di Caserta in servizio presso l’ospedale Moscati di Aversa vogliono vederci chiaro e, per questo motivo, hanno affidato l’incarico all’avvocato Paolo Galluccio per impugnare i provvedimenti.

Le professioniste, assunte con contratti a progetto nel 2018, contestando anche di aver svolto una vera e propria attività di lavoro subordinato dovendo espletare la prestazione lavorativa anche di notte. Ma quello che le ha fatte andare su tutte le furie è il fatto di ritrovarsi, da un giorno all’altro, con un provvedimento di licenziamento (a partire dal 1 agosto), adottato dal direttore generale Ferdinando Russo, che, però, ha riguardato solo 11 biologhe su 23. E questo nonostante avessero avuto la conferma del rapporto di lavoro fino al 31 dicembre 2021.

Quello che contestano le dirette interessate e che è stato sottolineato anche nel ricorso presentato dall’avvocato Galluccio è il fatto che non si capisce la motivazione in base alla quale si è deciso di ‘licenziare’ e perché, dunque, le altre siano rimaste in servizio.

Dagli atti emergerebbe addirittura un collegamento sentimentale ed affettivo tra un medico, direttamente interessato nella vicenda, ed una delle biologhe confermate. Questo, come evidenziato dallo stesso legale, aprirebbe anche un altro squarcio nella già delicata vicenda visto che per partecipare ad una selezione pubblica si devono ‘evidenziare’ particolari condizioni di possibile conflitto di interessi.

La battaglia, però, sembra essere solo all’inizio. Le biologhe licenziate, oltre a chiedere maxi risarcimento all’Asl di Caserta, intendono anche bloccare ogni possibile iter di stabilizzazione che l’azienda potrebbe adottare nelle prossime settimane visto che, a fine anno, molte di loro avrebbero maturato i 36 mesi di lavoro nell’azienda sanitaria. La vicenda è stata inoltre segnalata anche all’Ispettorato del Lavoro per verificare se sia stato o meno rispettato il contratto lavorativo.

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