Martedì, 28 Settembre 2021
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Indagini su Casa Mastellone: il Tar obbliga il Comune a tirare fuori gli atti

Accolto il ricorso presentato dal comune di Valle di Maddaloni sui sopralluoghi rimasti secretati

Fuori gli atti sui sopralluoghi tecnici effettuati a Casa Mastellone, dove il Comune di Caserta era (nel progetto definitivo tra gli allegati si parla solo dell'opzione Ponteselice per la localizzazione) intenzionato a spostare il biodigestore per lo smaltimento di 40mila tonnellate di rifiuti organici all'anno. 

Il Tar della Campania ha accolto il ricorso presentato dall'avvocato amministrativista Paolo Centore, per conto del comune di Valle di Maddaloni a ridosso dell'area, obbligando Palazzo Castropignano a fornire "copia di tutta la documentazione sulla scorta della quale l’amministrazione comunale di Caserta, nella determina n°486 del 06/04/2020 (con cui era stato affidato incarico all'ingegnere Giuseppe Maria Grimaldi per effettuare indagini sulla riperimetrazione dell'area sottoposta a vincolo idrogeologico nda) espressamente afferma di aver svolto più approfondite indagini finalizzate alla modifica della perimetrazione dell’area a rischio frana nell’area ex cava in Località Mastellone al fine di localizzare ivi l’impianto di trattamento dei rifiuti umidi, compresa la verbalizzazione delle operazioni di sopralluogo effettuate dal personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Caserta unitamente a personale tecnico dell’Autorità di Bacino, come espressamente riferito nella menzionata determina". Area che poi è stata riperimetrata sulla scorta della relazione del professionista incaricato dall'Ente che ha ribadito come nella zona di "Casa Mastellone" non sarebbe presente "alcun indicatore di franosità in atto o potenziale" per cui "si ritiene opportuno eliminare qualsiasi vincolo" di rischio idrogeologico.

Nel dispositivo i giudici hanno anche ribadito come la "documentazione pur avendo a oggetto un progetto e attività destinate a svolgersi sul territorio del comune di Caserta si riferiscono tuttavia a un ambito poco distante dall’abitato di Valle di Maddaloni; ciò appare sufficiente a radicare un interesse differenziato in capo al comune di Valle di Maddaloni e permette di escludere che la sua istanza – che d’altro lato chiaramente non pare riferirsi a documenti che siano sottratti ad accesso – abbia un carattere emulativo o sia rivolta a un controllo generalizzato", si legge.

Va detto che il Comune di Maddaloni aveva rilasciato un certificato, della propria Area Tecnica, da cui si evince che al di sotto della area ex cava v’è una falda acquifera che eroga acqua alle utenze di quel Comune e, nei pressi, v’è anche la condotta idrica dell’Acquedotto Carolino. Il Comune di Caserta è stato condannato anche a pagare le spese legali al Comune di Valle di Maddaloni. Se la sentenza non verrà ottemperata verrà proposto un nuovo ricorso per ottemperanza per la nomina di un Commissario ad acta presso il Comune di Caserta relativamente a tale vicenda.

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