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Trilli durante la messa, parroco propone suoneria con musica sacra

Mondragone - Nonostante gli avvisi affissi alle porte delle chiese e delle parrocchie di tutta Italia, nonostante gli appelli continui di sacerdoti di spegnere i cellulari o a limite impostarli su silenzioso o vibrazione, continuano a persistere...

Nonostante gli avvisi affissi alle porte delle chiese e delle parrocchie di tutta Italia, nonostante gli appelli continui di sacerdoti di spegnere i cellulari o a limite impostarli su silenzioso o vibrazione, continuano a persistere questi problemi ovunque. Per risilvere questo problema, padre Antonio Rungi, teologo morale campano, religioso passionista suggerisce: "Visto il continuo ripetersi durante le messe, liturgie e celebrazioni di squilli di cellulari e per di più con suonerie strane e di ogni tipo è opportuno che come suonerie immettiate nei vostri cellulari canti religiosi o musica sacra, in modo che i testi musicali possano fare anche da richiamo religioso non solo durante le messe nell'eventualità che ci si dimentica di spegnere il cellulare, ma anche nella vita quotidiana e negli ambienti al di fuori dei luoghi sacri". E' quanto ha detto a conclusione della messa delle ore 11.00 nella Chiesa San Giuseppe Artigiano di Mondragone (Ce) padre Antonio Rungi, che ha celebrato l'eucaristia davanti a circa 200 fedeli intervenuti per la celebrazione della messa della II domenica del tempo ordinario dell'Anno Liturgico. "Lancio da questo speciale pulpito tale iniziativa facendo tesoro del suggerimento che mi è venuto oggi durante la messa quando un cellulare ha squillato per un buon tempo, senza che il proprietario è riuscito ad intervenire per spegnerlo e non disturbare l'assemblea. Sarebbe il male minore quello di inserire testi musicali sacri come suoneria del proprio cellulare, ma è doveroso per tutti, compresi i sacerdoti e celebranti, ministri vari di spegnere completamente il cellulare prima di entrare in chiesa o di partecipare ad una funzione religiosa. La distrazione che apportano i cellulari a noi e agli altri durante questi momenti di preghiera -ha continuato il sacerdote, nella breve riflessione conclusiva- può essere attenuata se invece di ascoltare suoneria con canti, musiche e segnali acustici di ogni tipo, anche sgradevoli alla mente e alle orecchie, con testi musicali di carattere religioso, magari seguendo anche il tempo liturgico. Dopo le immagini sacre sui telefonini personali sarebbe opportuno inserire anche suonerie religiose in modo da utilizzare il cellulare come strumento di evagelizzazione per se stessi e per gli altri. Sentire un canto religioso, una preghiera o un testo musicale come suoneria del proprio cellurare è un segno di cambiamento culturale in senso religioso, finalizzato questi strumenti neutri, come il cellulare, a strumenti di trasmissione di messaggi religiosi. Il male minore va sempre appoggiato di fronte ad un nostro modo di vivere che ci costrigere a stare in collegamento continuo con gli altri e con il mondo intero attraverso i cellulari, che spesso sono utilizzati impropriamente. Ma il modo più retto -ha concluso padre Rungi- è quello di lasciare a casa il cellulare almeno quando si va in chiesa a pregare. Un invito che rivolgo ai giovani che sono bravi a gestire questi strumenti, ma soprattutto agli adulti e agli anziani, i quali sono più spesso i più attaccati a questi mezzi moderni di cui non riescono a fare a meno e che non sanno utilizzare al meglio, solo perché danno sicurezza e possono risultare utili in momenti di emergenza. In un contesto di preghiera comunitaria, in un luogo sacro come la chiesa i cellulari devono state spenti e se proprio non ci riuscite, metteteli in modalità silenziosa o vibrazione e in casi estremi mettete un brano religioso come suoneria così se dovessero squillare durante la messa, si sentirebbero canti religiosi o non altri suoni spesso in netta contrasto con l'ambiente sacro e spirituale". Apprezzamento al lancio dell'iniziativa di padre Rungi è venuto da tutti i fedeli presenti. "Una buona idea -ha detto padre Rungi- per non sentirsi in colpa quando succedono fatti del genere e che spesso distraggono e indispettiscono i fedeli presenti in chiesa".

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