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Inps nega indennit di accompagnamento a paziente affetta da Alzheimer

Caserta - "Ho letto l'articolo che riguarda lo sfortunato caso del tetraplegico di Saviano. Debbo testimoniare che un sopruso simile l'ho dovuto vivere sulla pelle di mia madre che si è vista negare l'indennità di accompagnamento nonostante fosse...

"Ho letto l'articolo che riguarda lo sfortunato caso del tetraplegico di Saviano. Debbo testimoniare che un sopruso simile l'ho dovuto vivere sulla pelle di mia madre che si è vista negare l'indennità di accompagnamento nonostante fosse affetta da Alzheimer. Il caso è ancora più grave perché per effetto di un Decreto Ministeriale (D.M. del 2 agosto 2007) i pazienti Alzheimer non devono essere sottoposti a visita di rivedibilità in quanto trattasi di malattia che può solo peggiorare e mai migliorare. La non applicazione di questa norma e la grave imperizia e negligenza di un paio di medici che hanno disatteso la documentazione che comprovava un deterioramento mentale ormai grave ha comportato l'interruzione dell'erogazione di accompagnamento. Ho chiesto spiegazione alla INPS e alla Asl CE 1 ricevendo dalla prima precise risposte ed una subitanea visita medica nella quale medici più attenti e competenti non hanno potuto fare altro che verificare la gravità della situazione di mia madre. Purtroppo, per effetto dell'iter burocratico che si mette in moto a seguito di un esito negativo della visita, ancora oggi non è stato ripristinato l'assegno di indennità ed altro tempo passerà. Ciò costringe i poveri malati a far fronte personalmente a spese di assistenza che spesso sono ingenti. Ho chiesto spiegazione alla U.O. di medicina Legale e alla direzione sanitaria della ASL ma non ho ricevuto nessuna risposta. Poiché non è stata applicata una legge dello stato e non si è voluto fornire risposta al cittadino ho provveduto a denunciare alla magistratura l'accaduto per verificare se sia stato commesso il reato di rifiuto di atti di ufficio. L'ho fatto soprattutto per la indignazione conseguente alla superficialità e al disprezzo e al senso di impunità con cui questi uffici trattano il dolore e le difficoltà di tanta gente. Sono francamente alla ricerca di altri casi similari per costituire un gruppo di cittadinanza attiva che sappia meglio tutelare i propri diritti contro questi misfatti. La stampa libera dovrebbe darci una mano contribuendo a diffondere notizie sui diritti lesi e promuovendo il senso di cittadinanza. Invio in allegato informazioni più dettagliate sul caso. Se interessa potrete ricavarne un articolo di denuncia che spinga altri cittadini in simili condizioni ad attivarsi o a contattarmi. Nelal speranza di scuotere il lassismo terrificante nel quale ormai stiamo affogando".

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