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Un medico sparanisano volontario nell'Africa nera

(Sapranise) Un giovane medico volontario in terra di missione. Un oculista sparanisano per un mese (dal marzo ad aprile scorso) nell'Africa più nera della Costa d'Avorio. Il dott. Agostino Salvatore Vaiano, grazie alla ONG Mission Sinan...

(Sapranise) Un giovane medico volontario in terra di missione. Un oculista sparanisano per un mese (dal marzo ad aprile scorso) nell'Africa più nera della Costa d'Avorio. Il dott. Agostino Salvatore Vaiano, grazie alla ONG Mission Sinan (un'organizzazione non governativa) ha fatto un'esperienza professionale straordinaria; un'esperienza di vita di quelle che non si dimenticano facilmente. Quella di vivere tra più poveri della terra. "Se non si viene qui, ci ha detto, non si può capire. Non ti rendi conto delle effettive necessità di questi popoli che hanno molto da insegnarci. E' una popolazione molto povera, affossata da una guerra civile che ha fatto arricchire pochi, impoverendo la maggior parte della popolazione che pure abita una terra ricca di risorse (diamanti, oro, petrolio) ma è continuamente sfruttata da nazioni occidentali". Una scelta del genere, comunque, non la si fa da un momento all'altro, c,è bisogno di un percorso di maturazione e di grande disponibilità. "Sentivo in questo momento della mia vita, continua il dott. Vaiano di poter dare qualcosa, sia scientificamente che umanamente. Così quando il mio amico Kone Lacina, mi ha chiesto un aiuto per favorire lo sviluppo di nuove tecniche tra i medici ivoriani, sono stato contento di aiutarlo, grazie anche all'impegno del mio primario Guido Caramello. Non ero mai stato nell' Africa "Nera sub-sariana" e onestamente non sapevo cosa mi aspettasse: a parte la necessità di vaccinazioni ( febbre gialla; tetano; epatite A; tifo; malaria). Giunto ad ABIDJAN, il primo impatto è stato devastante. Caldo, afa, caos, ma già quando ho visto Kone è cambiato qualcosa in me, ho avvertito il grande sentimento di ospitalità che è proprio della gente ivoriana. Kone mi spiega dell'enorme difficoltà degli ivoriani a curarsi. Perché qui i soldi li hanno in pochi. Necessiti di un intervento?, ti compri prima i farmaci e poi vieni operato. Gli interventi sono stati effettuati presso l'università "Cocody", che è la più grande del paese, e mi rendo conto di cosa possa essere la sanità nelle restanti zone del paese ivoriano. Gente il cui bisogno lo comprendo dagli sguardi. In questa terra si ha a che fare con due mondi diversi: quello che riguarda i ricchi e quello dalla povera gente che si affanna per sopravvivere, che vive con 50 euro al mese quando si ha un lavoro. Altrimenti sei costretto ad abitare in capanne di fortuna, mangiare frutta e a non curarti perché non vi è l'assistenza sanitaria da parte dello stato. Lo stato ti garantisce, i medici e le strutture , ma ti devi pagare le cure. Chiarisco il concetto. Se hai bisogno di un intervento devi portarti il materiale, prima paghi e poi ti operano. Se durante l 'intervento si necessita di altro materiale, una persona esce dalla sala , avvisa il parente, questi va con il foglio alla farmacia dell'ospedale compra il farmaco, i filo e si prosegue l'operazione. E questo riguarda anche interventi di cardiologia, neurochirurgia. Addirittura i parenti delle persone ricoverate in rianimazione dormono fuori il reparto, perché se in ogni momento del giorno e della notte, servono farmaci, devono pagare per poter continuare la cura. Da queste parti rimpiangono molto il presidente Houphouet-Boigny, l'uomo che li ha portati all'indipendenza dalla Francia nel 1960. Ha costruito la basilica di Yamoussoukro che è più grande di quella di S. Pietro e il palazzo dei congressi. Soprattutto ha costruito scuole. Ma alla sua morte tutto è finito. Queste persone che oramai avevano perso la speranza mi hanno insegnato l'aiutarsi l'un l'altro ed il senso di gratitudine. Non so se ritornerò più da quelle parti ma avrò per sempre in mente lo sguardo di quella gente che mi ringraziava in ogni modo e l'abbraccio caloroso di ognuno di loro. Grazie!"

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