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Case, Sunia: 'Migliaia di nuclei in affitto rischiamo la morosit'

Caserta - L'Istat ha diffuso i dati relativi al secondo trimestre 2009 secondo i quali la propensione al risparmio delle famiglie è stata inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al primo trimestre, il reddito lordo disponibile è diminuito...

L'Istat ha diffuso i dati relativi al secondo trimestre 2009 secondo i quali la propensione al risparmio delle famiglie è stata inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto al primo trimestre, il reddito lordo disponibile è diminuito dell'1%; il potere di acquisto, reddito disponibile in termini reali (luglio 2008-giugno 2009), è diminuito dell'1% rispetto al trimestre precedente (aprile 2008-marzo 2009), dell'1,2% rispetto al corrispondente (luglio 2007-giugno 2008).
Aumentano le difficoltà delle famiglie che hanno ridotto la propensione al risparmio, la spesa e cominciano ad intaccare i risparmi, mentre il governo non ha messo in campo misure di sostegno ai redditi. Sempre di più quelle che si collocano sotto la soglia di povertà e quelle che prima appartenevano a ceti medi e oggi vivono in condizioni di forte difficoltà economica.
La diminuzione del reddito incide particolarmente nelle famiglie con forti spese che non riescono più a sostenere: il 20% delle famiglie italiane, più di 4 milioni, pagano un affitto, il 70% ad un privato, e sono in prevalenza nuclei socialmente ed economicamente deboli: il 20% sono unipersonali, il 67% monoreddito, il 40% dei capofamiglia è rappresentato da operai, il 29% da pensionati, il 23% ha più di 65 anni. Il 77% delle famiglie ha un reddito inferiore a 20.000,00 euro annui, il 20% tra 20.000,00 ed 30.000,00, solo il 3% un reddito superiore.
Per queste famiglie spesso l'unica entrata è un reddito da lavoro dipendente e l'affitto incide con percentuali insostenibili. Nell'ultimo decennio i rinnovi dei contratti hanno subito un aumento medio del +130% (145% nei grandi centri), i canoni del libero mercato proposti da privati fatto registrare un aumento medio del +150% (165% nei grandi centri).

L'aumento dei canoni e l'insostenibilità delle spese per un numero sempre crescente di famiglie ha portato negli anni ad un aumento degli sfratti per morosità (oggi l'80% di quelli emessi). Le famiglie coinvolte sono a basso reddito (il 50% percepiscono meno di 15.000,00 euro annui), ma aumentano quelle con redditi medi che nel corso del contratto hanno perso il posto di lavoro (24%) o hanno visto diminuire le proprie entrate, lavoratori in cassa integrazione, pensionati. Negli ultimi 5 anni sono stati emessi 230.000 provvedimenti di sfratto, 175.000 per morosità e sono stati eseguiti 120.000 sfratti, 100.000 per morosità.
Data l'insostenibilità dei canoni e le difficoltà delle famiglie a sostenere le spese perl'abitazione, senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione perchè non riusciranno a far fronte al pagamento dell'affitto.

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