Giovedì, 13 Maggio 2021
Attualità

Il Tar annulla l'appalto milionario del Polo museale

I giudici bocciano l'affidamento delle pulizie anche per i 7 musei casertani

L'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, uno dei 28 musei che fanno parte del Polo campano

Ministero dei Beni Culturali condannato al pagamento delle spese processuali e la gara di appalto per il servizio di pulizia nelle sedi del Polo museale della Campania annullata. È la sentenza del Tar della Campania sul ricorso presentato dalla C.R. Appalti, mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese con Itdeis Group, che ha chiesto ed ottenuto dai giudici della Sezione Quarta (presidente Anna Pappalardo) la ‘cancellazione’ dell’affidamento alla società Serena srl della gara di appalto dal valore di 998mila euro per il servizio annuale di pulizia nelle sedi del Polo museale della Campania, costituito da 28 musei tra i quali l’Anfiteatro Campano e il Museo archeologico Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, il Teatro romano e il Museo archeologico di Teano, il Museo archeologico dell’agro atellano di Succivo, il Museo archeologico dell’antica Calatia di Maddaloni ed il Museo archeologico dell’antica Allifae.

Alla gara avevano partecipato inizialmente undici operatori economici e nove di loro, compresa la ricorrente, erano stati esclusi per presunte difformità dell’offerta tecnica dalle previsioni del disciplinare in punto di monte ore di lavoro. Proprio la C.R. Appalti era stata riammessa dopo ricorso al Tar, finendo quindi per poter presentare la sua offerta con quella della Serena srl e Meridionale Servizi.

Come denunciato dalla C.R. Appalti e accertato dal collegio giudicante del Tar, l’affidamento alla Serena srl era stato però viziato da un errore nell’attribuzione del punteggio massimo alla società risultata vincitrice per l’”organizzazione del servizio”. Secondo la ricorrente infatti le imprese erano tenute a garantire la presenza di personale inquadrato in tutti e cinque i livelli retributivi, mentre la Serena S.r.l. aveva presentato un’offerta tecnica che prevedeva solo personale di II livello, ossia “operai comuni” secondo quanto illustrato nel CCNL multi servizi, diversi sia da quelli “qualificati “di III livello sia da quelli “specializzati” di IV livello.

“La scelta della Serena srl di includere nell’offerta tecnica solo lavoratori di II^ livello – scrivono infatti i giudici - si rivela non conforme alla legge di gara”. Proprio l’esigenza di una adeguata distribuzione del personale inquadrato, presente nel capitolato, “basterebbe – spiegano i giudici - per ritenere che l’offerta tecnica non fosse da prendere in considerazione ab origine”.

“In pratica il punteggio massimo non avrebbe mai potuto essere attribuito – è la chiosa dei giudici -in ragione dell’omogeneità delle maestranze offerte (perché ciò era vietato dal capitolato tecnico) bensì dalla più o meno oculata composizione della compagine nel suo complesso, nel confronto con le altre ditte e tenuto conto dei diversi coefficienti. Da questo discende l’inevitabile non conformità dell’offerta di Serena s.r.l. al Capitolato tecnico e la sua esclusione dalla procedura”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Tar annulla l'appalto milionario del Polo museale

CasertaNews è in caricamento