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Allarme vaccini: “A luglio non faremo prime dosi”. Vaccinato il 63% dei casertani

Regioni in subbuglio: “Tagliate le consegne”. De Luca: “In alcune zone rischiamo un nuovo lockdown”

E’ allarme vaccini anche in Campania. Col rischio che, dopo il rallentamento di giugno a causa della delicata vicenda di AstraZeneca, a luglio la campagna vaccinale potrebbe addirittura fermarsi quasi completamente. “Coi numeri annunciati riusciremo a prevedere solo i richiami, senza fare prime dosi” ha spiegato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “Continua da parte del ministero e del commissariato un atteggiamento di minimizzazione ed occultamento della realtà che è pesante. Arriveranno a luglio centinaia di migliaia di dosi in meno di vaccino. Le Regioni saranno nella condizioni di non poter fare nessuna prima dose di vaccinazione, potendo fare solo i richiami. Questa è la realtà che non viene comunicata” ha spiegato De Luca che lamenta ancora una differenziazione nella ripartizione dei vaccini. “Ad oggi il Lazio, che ha quasi la stessa popolazione della nostra regione, riceve 240mila dosi in più rispetto alla Campania. E’ una vergogna, sono irresponsabili”.

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Ma questo non è l’unico problema. “Perché a questa vergogna nazionale - commenta De Luca - si aggiunge un elemento di criticità che registriamo soprattutto nella città di Napoli. Se prosegue così la campagna di vaccinazione a Napoli, andiamo verso un nuovo lockdown nel giro di pochi mesi”. Il governatore ha spulciato i dati, asserendo che ci sono ancora tante persone che non hanno aderito alla campagna vaccinale. A Caserta, attualmente, ha ricevuto la prima dose il 63% della popolazione che può fare il vaccino (sono oltre 520mila le prime dosi somministrate).

“In tutto questo si sta diffondendo la Variante Delta” aggiunge De Luca. “Chi ha fatto solo la prima dose, non è al riparo dalla variante Delta e mancano all’appello centinaia di migliaia di cittadini. Ci rendiamo conto che si sta preparando una nuova chiusura pesante a Napoli ed in altri territori della regione. Anche perché la nuova variante particolarmente aggressiva sotto i 40 anni. A giugno 2020 noi avevamo un positivo, poi a fine settembre è venuta la fine del mondo. Oggi ne abbiamo 110, anche se asintomatici. Ma contagiano. La situazione deve preoccuparci”. E chiosa: “Se abbiamo rigore e senso di responsabilità avremo la possibilità di aprire tutto, per sempre. Se facciamo gli irresponsabili, faremo finta di aprire per un mese e poi avremo un problema drammatico in autunno. Ognuno deve essere a conoscenza dei rischi che corre lui e della propria famiglia”.

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