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Il Lithium chiude. "E' stato un bel viaggio"

Il titolare: "Ci sarà tempo per le mie riflessioni e valutazioni finali su tutto"

Il Lithium Bistrot di Maddaloni chiude i battenti. Ad annunciarlo è il titolare Filippo Suppa: "Domenica 26 febbraio sarà l'ultimo giorno di apertura. E' difficile anche solo pensarci, ma purtroppo il nostro viaggio sta per concludersi. Migliaia di persone hanno attraversato quella porta, ognuna è un piccolo pezzo di cuore che ci porteremo dentro per sempre".

Filippo, che già da più di un mese aveva lasciato il locale per iniziare un nuovo percorso lavorativo, rivive così l'avventura iniziata nel 2017: "Sono stati anni belli, pieni di musica, eventi e cultura. Sono stati anni meravigliosi, che hanno visto nascere amori e amicizie indissolubili tra i nostri tavoli. Sì, perché il Lithium non è stato 'solo' un locale, è stato il contenitore delle nostre emozioni, un posto in cui rifugiarsi e sentirsi a casa. Un luogo impregnato dei vostri sorrisi e delle vostre risate, di canzoni cantate a squarciagola, di chiacchiere al bancone, momenti speciali che avete creato tutti voi con l’affetto e la presenza costante tra queste quattro mura. E ripensiamo a tutti quegli artisti, musicisti, comici, performer che si sono avvicendati sul nostro piccolo palco. Ripensiamo alle nostre estati e la piazza piena, che canta e si diverte. Ripensiamo a tutti quegli amici che ritornano a trovarci tutti gli anni da ogni parte d’Italia e del mondo, perché alla fine 'ci vediamo sempre al Lithium'. Sì, ci vediamo al Lithium. Per un cicchetto, per un panino, per quattro chiacchiere in compagnia, per salutare Filippo".

Il titolare però non svela le motivazioni di questa decisione: "Ci sarà tempo per le mie riflessioni e valutazioni finali su tutto. Non vogliamo parlare degli eventi che hanno portato alla scelta di chiudere i battenti. È stata una decisione difficile, che ci lascia distrutti e affranti. Rinunciare ad un sogno è orribile, ancora di più quando avresti voluto che quel sogno durasse per sempre".

Quindi un pensiero ai tantissimi clienti, molti dei quali poi sono diventati conoscenti e forse anche amici che hanno varcato l'ingresso del locale in via La Rosa: "E l’amaro in bocca è addolcito solo dalla vostra vicinanza e dal vostro affetto. Naturalmente, qualcuno sarà contento della chiusura. Perché è meglio una piazza di spaccio che una piazza che canta, perché 'questi fanno sempre casino', perché la musica è alta, perché la gente preferisce sparare a zero invece di godersi le cose belle. Ma va bene così. Vogliamo bene anche a quelli che ci hanno criticato e osteggiato negli anni, perché ci hanno spinto a crescere e a migliorare".

Ma resta l'amarezza: "Però l’amaro in bocca rimane. Rimane la sconfitta di non essere riusciti a tutelare questo luogo di incontro, uno dei pochi se non l’unico, della nostra città. Un posto che ha sempre aperto le porte a tutti e ha dato la possibilità a giovani e meno giovani di esprimersi e di sentirsi parte di qualcosa. E' stato un gran bel viaggio. Vi vogliamo bene".

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