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Oscurati manifesti ‘provocatori’ per lanciare il ‘Caserta Film Festival’: scoppia la bufera | FOTO

La campagna ideata da Ratiostudio: “Coperti senza alcuna motivazione. Se l’ironia è un’arma potentissima, la libertà lo è ancora di più e questo, purtroppo, fa paura”

Una campagna pubblicitaria ironica, che richiamava i titoli di grandi film ‘casertanizzandoli’. Era l’ultima idea dell’agenzia Ratiostudio, che nei mesi scorsi, aveva già fatto parlare di sé per altre campagne pubblicitarie, sempre a ridosso delle elezioni. Ma stavolta la loro idea non sembra essere piaciuta a tutti. Tant’è che, dopo aver pagato l’affissione agli uffici comunali, si sono visti coperti i manifesti nel giro di poche ore. “Sono stati affissi lunedì sera e martedì mattina erano già coperti” raccontano. La motivazione? Ignota al momento. “Gli uffici da noi contattati non ci hanno saputo dare alcuna motivazione”.

La campagna ideata da Ratiostudio, agenzia di comunicazione già salita alla ribalta per le campagne come quella del Partito Animato, quella contro la Violenza sulle Donne, quella a favore del DDL ZAN “è stata prontamente oscurata senza alcuna motivazione da parte degli enti preposti. Una scelta che deve far discutere, indignare, ma soprattutto riflettere, visto che sono stati coperti cartelloni affissi che non presentavano alcun elemento di propaganda politica. Perché se l'ironia è un'arma potentissima, la libertà lo è ancora di più e questo, purtroppo, fa paura” si legge in una nota dell’agenzia.

Guardando i manifesti, però, potrebbe emergere a chi non è piaciuta l’idea, visto che richiama tanti problemi richiamati in questa campagna elettorale: dalle buche al biodigestore vista Reggia, fino alla ‘dimenticata’ Casertavecchia. Il tutto a pochi giorni dal voto di domenica e lunedì. “Ma non c’erano riferimenti politici” si difendono dall’agenzia Ratiostudio.

La campagna pubblicitaria ‘provocatoria’ avrebbe dovuto lanciare il ‘Caserta Film Festival’. “Quanti di voi si sono sentiti Will Smith in “Io sono leggenda” nell’attraversare una città vuota e deserta come Caserta? E se “La migliore offerta” non fosse quella raccontata da Giuseppe Tornatore al cinema, ma quella riguardante la disparità di offerte/finanziamenti tra le città di Salerno e Caserta?” si chiedono gli ideatori. “Analogie e similitudini tra pellicole celebri e anfratti di città per ricordare a tutti le bellezze incompiute e le scelte sbagliate che ancora oggi animano il territorio casertano attraverso un linguaggio universale, quello cinematografico, capace di arrivare lì dove le parole non possono. Ed a quanto pare continueranno a non arrivare, vista la scelta di oscurare la campagna”.

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