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Dai doni negati a Gesù al carbone per i 'cattivi': la storia della Befana

Si avvicina l'Epifania, ecco perché è il giorno dedicato ai dolci per i bambini

E' uno degli 'incubi' di tutti i bambini: il carbone nero che porta la Befana in occasione dell'Epifania, e cioè il 6 gennaio. Ci siamo passati tutti: "Se fai il bravo arrivano solamente dolcetti, altrimenti carbone". E quindi ci affrettavamo a fare meno capricci possibili, soprattutto dopo le feste di Capodanno, per convincere la Befana a presentarsi nelle nostre case con la calza piena di cioccolato 'dimenticando' tutte le marachelle dell'anno precedente. 

Una tradizione che a quanto pare arriva da molto lontano. L’origine di questo personaggio è probabilmente legato alle antiche credenze pagane, che la collegherebbero alla figura di Madre Natura e alla simbologia della rinascita. Ciò spiegherebbe l’aspetto anziano della Befana, che incarna l’anno vecchio che se ne va per lasciare posto al nuovo. Per questo in diverse zone d’Italia, in questo periodo, c’è l’usanza di bruciare un fantoccio raffigurante donna anziana, per salutare simbolicamente l’anno passato.

Nella mitologia germanica, troviamo figure analoghe a quella della Befana: anche queste sono legate alla Natura, e per questo la Befana è portatrice di doni golosi e abbondanza (per chi li merita) ma anche di aridità e sterilità – il carbone – per chi non si è impegnato a sufficienza. Un’altra leggenda di matrice cristiana vede l’origine della Befana in questa storia: la notte dell’Epifania, i Re Magi si fermarono alla porta di una anziana signora per chiedere la strada per arrivare da Gesù Bambino. La vecchia rifiutò di aiutarli, ma poi si pentì, preparò un cesto di dolci e andò di casa in casa a cercarli, ma senza trovarli. Da allora girerebbe il mondo, regalando dolci ai bambini, per farsi perdonare del suo egoismo.

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