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Scuola Capua / Via Giulio Cesare Falco, 1

Il Generale Dalla Chiesa ricordato al "Falco" di Capua

L'iniziativa con gli alunni con il colonnello Minutoli

Un ricordo, un'emozione che non si spegne, anzi tra i giovani è più viva che mai per affermare gli ideali di onestà e giustizia: il 28 novembre all'Istituto Tecnico “G. C. Falco” di Capua, si è svolto l’educational “Carlo Alberto Dalla Chiesa… l’uomo, il Generale, il sacrificio”. Relatore dell'evento è stato il Ten. Col. CC Paolo Minutoli, Comandante della Compagnia Carabinieri di Capua. All'incontro, organizzato dalla "Funzione Strumentale" Prof.ssa Angela Nespoli, ha partecipato una nutrita rappresentanza di studenti del triennio preparati dalle Docenti di Italiano Tiziana De Mizio ed Angela Nespoli.

L’educational si è aperto con gli indirizzi di saluto della Dirigente Scolastica Dott.ssa Angelina Lanna ponendo una serie di domande incisive che hanno consentito al Comandante di interloquire con i giovani in modo assai costruttivo. L’occasione è stata la ricorrenza del quarantesimo anniversario dell’uccisione del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, avvenuta il 3 settembre del 1982 a Palermo, vittima di un agguato mafioso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Figlio di carabiniere, Dalla Chiesa ha trascorso la sua vita a combattere la malavita del nord, la mafia siciliana, le Brigate Rosse e ancor prima, da giovane ufficiale, nel dopoguerra, fu impegnato nella lotta al banditismo. Quando arriva in Sicilia, sono anni duri: a Palermo scompare il giornalista Mauro de Mauro, viene ucciso il Procuratore Pietro Scaglione. Dalla Chiesa indaga sui due casi e tira fuori il rapporto dei 114, una mappa dei nuovi e vecchi capimafia siciliani, in cui compaiono per la prima volta nomi che torneranno spesso nelle cronache di fatti mafiosi. Nel 1981 diventa Vice Comandante dell’Arma, il 2 maggio 1982 viene nominato Prefetto di Palermo e, dopo quattro mesi, sarà ucciso in Via Isidoro Carini. Il Generale è stata una delle figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata. Le sue ultime parole furono considerate profetiche: “Un uomo delle Istituzioni viene colpito quando è diventato troppo pericoloso, ma si può uccidere perché isolato”. Così nella sua ultima intervista a Giorgio Bocca il Generale aveva descritto la sua condizione: assediato dalla mafia, circondato da ostilità diffuse, lasciato senza i poteri che aveva reclamato. A sparare fu un gruppo di fuoco di Cosa Nostra, ma c’era una causale non direttamente ascrivibile alla mafia. A quarant’anni dall’uccisione del Prefetto Dalla Chiesa c’è ancora tanto sgomento e ci sono molti punti interrogativi. L’Arma dei Carabinieri, per non dimenticare il sacrificio del Generale per la Patria e per la legalità, ha promosso un’attività con gli Istituti Superiori di tutta Italia, ossia la distribuzione della graphic novel “Le stelle di Dora” di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, che ricorda la sua vita e le sue battaglie contro i nazisti nelle Marche, contro la mafia in Sicilia, contro le Brigate Rosse, fino alla tragica fine a Palermo. “Le stelle di Dora” racconta anche la sua vita familiare, attraverso le lettere private che scrisse per tutta la vita alla prima moglie Dora. Il Comandante Paolo Minutoli ha minuziosamente illustrato agli studenti, attenti ed interessati, ogni particolare della vita professionale del Prefetto Dalla Chiesa. Si è soffermato ad analizzare anche un pensiero del Generale: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i nostri figli e i figli dei nostri figli”. È questa la risposta che il Ten. Col. Paolo Minutoli ha dato agli studenti che gli ponevano incalzanti quesiti su come si possa rischiare la propria vita servendo lo Stato. Il Comandante Minutoli ha colloquiato in maniera informale con gli studenti fornendo loro consigli su come proteggersi nella vita quotidiana qualora si imbattessero in persone “poco raccomandabili”. Ha concluso la conferenza la Dirigente Scolastica Dott.ssa Angelina Lanna, complimentandosi con il Comandante che ben ha saputo rimarcare l’importanza dello spirito critico per distinguere il bene dal male e scegliere un sistema valoriale per una crescita sana ed equilibrata. Il Comandante ha fatto dono alla Scuola del libro ‘Le sfide del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa’: commossa la Dirigente ha ricambiato col gagliardetto simbolo dell’Istituto Tecnico Giulio Cesare Falco.

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