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Pedinamenti, auto danneggiate e messaggi di morte via WhatsApp

La donna ha denunciato preoccupata dalle aggressioni sempre più violente del marito

Ha perseguitato la moglie per sei mesi, con telefonate ed appostamenti sotto casa. Poi non è riuscito a frenare la sua rabbia, danneggiando anche le automobili della donna e della madre, fino a mandagli messaggi di morte via WhatsApp. C’è questo dietro l’arresto del 40enne S.F. di Marcianise operato giovedì sera dai carabinieri che gli hanno stretto le manette ai polsi e portato in carcere a Santa Maria Capua Vetere. I militari, dopo la denuncia della donna e col coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono riusciti a ricostruire tutte le continue vessazioni che la vittima era costretta a subire. I tempestivi accertamenti operati dagli investigatori, a seguito delle querele sporte dalla vittima, hanno fatto luce sugli episodi minatori di maggior gravita, azioni che inducevano la donna a vivere in uno stato d'ansia permanente, col timore per la propria incolumità e per quella dei figli minori, a lei affidatile dal Tribunale Civile. L'indagato, dopo l'esecuzione della misura cautelare, è stato tradotto presso il Carcere di Santa Maria Capua Vetere dove sarà interrogato nella giornata di lunedì alla presenza del suo avvocato Nicola Musone. E’ accusato di atti persecutori posti in essere nei confronti della ex moglie

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