Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Cancello ed Arnone

Vaccino proibito, assolto allevatore: "Non è reato se somministrato per curare"

L'imprenditore ha inoculato alle bufale l'RB51 ma solo per la "salvaguardia della salute" degli animali

Inoculare un vaccino vietato è lecito se fatto per salvaguardare il benessere di un animale. E' stata questa la tesi sostenuta dall'avvocato Bernardo Diana nel processo a carico dell'allevatore Nicola Cantile, originario di Casapesenna e residente a Cancello ed Arnone, accusato di maltrattamenti sugli anmali per aver somministrato ad alcune bufale il vaccino RB51 (proibito) contro la brucellosi.

Una tesi che ha convinto il giudice Riello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha assolto l'allevatore con formula piena, per non aver commesso il fatto. L'avvocato Diana nel corso della sua requisitoria ha chiesto di "escludere la rilevanza penale di condotte spese per curare l'animale con sostanze di regole proibite".

Per il difensore dell'allevatore "la salvaguardia della salute dell'animale" nel caso in esame "assume un ruolo preminente e rende inoffensiva un'azione altrimenti tipica". In altri termini, aver inoculato il vaccino per curare non è reato. 

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