Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Truffa sulla pelle dei migranti, respinte le richieste dei difensori. Processo per 23 al via

I giudici rigettano le istanze di incompetenza territoriale: il dibattimento va avanti a Cassino

Il processo proseguirà a Cassino. Lo ha deciso il collegio dinanzi al quale si sta celebrando il processo a carico di 23 persone coinvolte nell'inchiesta Welcome to Italy, sulla gestione dei progetti Sprar a cavallo tra le province di Frosinone e Caserta. Respinte, dunque, le eccezioni sulla competenza territoriale sollevate dalle difese. Si torna in aula fra una settimana quando il processo vero e proprio prenderà finalmente il via, con l'escussione dei primi testimoni.

Sono sotto processo Francesco Mosillo, 38 anni di Cassino; Lucio Secondino, 44 anni di Cassino; Dino Secondino, 46 anni di Cassino; Michele De Rosa, 37 anni di Cassino; Luca Imondi, 39 anni di Cassino; Paolo Aristide Aristipini, 49 anni di Cervaro; Katia Risi, 45 anni di Cervaro; Bruno Vincenzo Scittarelli, 71 anni di Cassino, di cui è stato anche sindaco; Lucia Risi, 38 anni, nata a Sora ma residente a Cassino; Daniele Scittarelli, 38 anni di Cassino; Daniele Quadrini, 49 anni di Sora; Michele Murante, 71 anni di Poggio Moiano (Rieti); Massimiliano Murante, 35 anni di Rieti; Alessandro Pieroncini, 37 anni di Roma; Modesto Mario Della Rosa, ex deputato, 61 anni di San Giorgio a Liri, di cui è stato anche sindaco; Angelo Marrocco, 70 anni, ex sindaco di Rocca D'Evandro; Ornella Romanelli, 64 anni di Mignano Monte Lungo ma residente a Rocca D'Evandro; Simone Di Nallo, 43 anni di Cervaro; Giuseppe Di Pilla, 68 anni di Isernia; Salvatore Maddonni, 64 anni di Isernia; Giuseppe D'Errico, 41 anni di Caserta ma residente a Casagiove; Martino Valiante, 59 anni di Santa Maria Capua Vetere; Valentina Tomassi, 36 anni di Cassino. A rappresentare la difesa degli indagati gli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola anche Coriolano Cuozzo, Giuseppe Di Mascio, Gianrico Ranaldi, Domenico Buzzacconi, Giancarlo Corsetti, Riccardo De Vizio. Maria Luisa Abbatecola e infine lo studio Stellato e Sgambato.

Le indagini hanno evidenziato da un lato episodi di frode, con false fatture per operazioni inesistenti relative a rimborsi non ottenuti, e corruzione, con assunzioni in cambio di favori. Dall'altro è stato riscontrato come i migranti vivessero in condizioni disumane e degradanti, in stabili fatiscenti  con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine. 
 

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