Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Estorsione ai 'complici' dopo la stesa: "Pagate o faccio i vostri nomi"

La pretesa di denaro di D'Antonio attraverso la madre e la fidanzata, nipote del pentito dei Casalesi

Non solo l'agguato al clan rivale. Il gruppo di Luigi D'Antonio la sera in cui Destra Volturno venne trasformata in un teatro di piombo volle dare un segnale chiaro: "qui comandiamo noi".

Per questo prima degli spari contro la vettura di altri tre giovanissimi, per imporsi come referenti dello spaccio, sei degli arrestati si era già reso protagonista della più classica delle stese, scorrazzando per strada – armi in pugno – nei pressi di un noto esercizio pubblico della cittadina, affollato di gente, e sparando in aria alcuni colpi di fucile. Nella circostanza Luigi D'Antonio e Francesco Iorio si impadronirono anche di uno scooter, utilizzato poi per commettere l'agguato ai rivali a bordo di una Panda. 

D'Antonio venne arrestato quasi subito. Nei giorni successivi, insieme alla madre Assunta Castellano e l'allora fidanzata Teresa Venosa, nipote del collaboratore di giustizia Salvatore Venosa (non indagato), si sarebbe reso autore di una serie di condotte estorsive consumate in danno dei suoi stessi complici.

Dietro minaccia di una possibile collaborazione con l’Autorità Giudiziaria, che lo avrebbe portato a rivelare le loro identità, il 25enne e le donne li hanno infatti costretti a versare diverse somme di denaro, sotto forma di ratei settimanali, a titolo di "supporto economico" per la condizione carceraria patita.

Nei prossimi giorni gli arrestati si presenteranno dinanzi al gip per gli interrogatori di garanzia. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mirella Baldascino e Paolo Caterino.

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