Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Capua

Spari per un ‘debito gonfiato’, l'avvertimento firmato dal nipote del ras dei Casalesi

Il retroscena sull'arresto di Raffaele Indaco e Francesco Barracca. Commercianti minacciati per i soldi dei lavori

Un debito di 3.500 euro per dei lavori poi saldato e la pretesa di ulteriori 10.000 euro a suon di minacce ed avvertimenti, con tanto di spari contro la vetrina dell'autoricambi. Sono questi i retroscena dell'indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile ed i militari della stazione della Compagnia di Capua che hanno arrestato per estorsione Raffaele Indaco, 34enne di Sant'Arpino nipote di Mario Indaco, detto 'pesciolino', capozona del clan dei Casalesi nell'area atellana, e Francesco Barracca, 36enne di San Marcellino.

Gli spari contro la vetrina

L'indagine condotta dagli uomini della Benemerita, chiusa nel giro di un paio di settimane, è nata per via dell'avvertimento messo in atto dai due indagati lo scorso 2 dicembre contro un'autofficina con annesso autoricambi di via Galatina a Sant'Angelo in Formis. Poco dopo le 17 Francesco Baracca alla guida della sua Lancia Y con Raffaele Indaco come passeggero si recò in via Galatina ed in pochi minuti, Indaco dalla sua postazione di 'passeggero' non fece altro che abbassare il finestrino della vettura esplodendo dei colpi d'arma da fuoco calibro 380 verso la vetrina d'ingresso dell'esercizio commerciale. Si trattava di un 'semplice monito' per invogliare i due titolari dell'autofficina (G. R ed M. R., fratello e sorella) a dar prosieguo ai pagamenti. I due germani presi dal panico allertarono i carabinieri che ritrovarono poi sul manto stradale all'ingresso del passo carrabile dei locali i due bossoli e nascosti dietro uno scaffale due ogive. L'attività investigativa dei militari però ha fatto emergere i retroscena del gesto intimidatorio.

Il debito per i lavori: "Voleva più soldi"

Tutto ebbe inizio con dei lavori edili effettuati da Francesco Barracca, titolare di impresa di costruzioni presso l'abitazione di G. R. Lavori di edilizia di cui erano ancora in corso i pagamenti ed il cui saldo finale era di 3.500 euro. Baracca, però, inizió a pretendere delle somme maggiori rispetto al quantum dovuto e G. R. cominció ad esser recalcitrante alle pretese, adducendo che i lavori effettuati non erano poi stati fatti nel migliore dei modi e che la somma pattuita di 3.500 euro era sufficiente per azzerare il debito.

L'intervento del nipote del ras

A quel punto é entrato in scena l'amico dell'imprenditore di San Marcellino, Raffaele Indaco fresco di scarcerazione per estorsione, violenza privata e reati contro il patrimonio. Un complice ideale per 'convincere' qualcuno a saldare dei debiti o avanzare maggiori richieste. Difatti con l'aiuto del nipote del capozona dei Casalesi, i due amici estorsori sono riusciti ad ottenere dai titolari dell'autofficina altri 2000 euro oltre i 3.500 originariamente pattuiti e saldati. Le somme richieste però non erano sufficienti. 10. 000 euro è stata la cifra a cui aspiravano Barracca e Indaco. Le richieste di denaro iniziarono verso la fine di novembre ed ebbero esito positivo. Barracca ed Indaco o si recavano presso l'autofficina per riscuotere il debito in contanti oppure il pagamento poteva avvenire mediante carta postepay o bonifici bancari indirizzati a Barracca. I due germani iniziarono a cedere sotto il peso delle continue pretese dei due estorsori. La cadenza quindicinale dei pagamenti portò ai mancati pagamenti. Un affronto mal sopportato che si risolse con gli spari contro l'esercizio commerciale.

Gli arresti

Il terrore seminato da Indaco e Barracca diede i suoi frutti giacché i due titolari intimiditi e vessati continuarono a versare altro denaro. Un meccanismo estorsivo terminato grazie all'emissione del provvedimento di custodia cautelare in carcere su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Francesco Barracca intercettato a Formicola presso un cantiere in cui stava operando con la propria impresa e di Raffaele Indaco tratto in arresto in collaborazione coi carabinieri della Compagnia di Marcianise presso il proprio domicilio a Sant'Arpino.

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