Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Piazze di spaccio dei Bellagiò: chieste 12 condanne

Il pm ha invocato 10 anni per Sonia Del Gaudio, 6 a testa per Palombi ed il pentito Restelli

Il pm ha invocato 10 anni per Sonia Del Gaudio

Dodici condanne per le piazze di spaccio dei Bellagiò a Santa Maria Capua Vetere. Sono quelle richieste dal pm Francesco Raffaele della Dda di Napoli nel corso della sua requisitoria nel processo con abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup Imparato del tribunale di Napoli. 

Il pm ha invocato 10 anni per Sonia Del Gaudio; 6 anni per Plinio Restelli, divenuto collaboratore di giustizia; 6 anni per Maurizio Palombi; 3 anni e 3 mesi per Raffaele Cipullo; 5 anni e 2 mesi per Raffaele Terracciano; 1 anno e 8 mesi per Aniello D'Alterio; 2 anni per Gerardo Gravante; 2 anni e 10 mesi per Maria Antonia Cavalli; 2 anni e 10 mesi per Rosario Rossetta; 2 anni e 10 mesi per Michele Gabriele; 2 anni per Carmine Fischetti; 2 anni e 2 mesi per Giovan Battista Di Monaco. Adesso toccherà alle difese provare a smontare le tesi dell'Antimafia. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato, Luca Viggiano, Angelo Raucci, Dario Mancino, Enzo Spina, Giuseppe Stellato, Vincenzo D'Angelo e Salvatore Di Mezza. 

L'inchiesta nella quale gli imputati furono coinvolti fece emergere due sottogruppi dello spaccio riconducibili a Sonia e Ferdinando Del Gaudio (quest'ultimo a processo con rito ordinario) che, pur condividendo le vicende inerenti al reperimento della sostanza stupefacente da immettere sul locale mercato, provvedevano autonomamente a collocare lo stupefacente presso i diversi spacciatori.

E' stato appurato che i pusher, vincolati all’acquisto della droga da spacciare dal gruppo dei Del Gaudio ed al prezzo dagli stessi imposto, provvedevano poi a distribuirla ai propri clienti attraverso il sistema del lavoro "a privato", cedendo le singole dosi di stupefacenti a favore di clienti consumatori, dietro ordinazioni a mezzo telefono. E' stato rilevato che la consegna degli stupefacenti, previa acquisizione del prezzo pattuito, avveniva in luoghi concordati del comune sammaritano (ad esempio all’esterno dell’Anfiteatro campano, nonché di noti bar) e dei paesi limitrofi. 

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