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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca Castel Volturno

Serra per la droga nella casa comprata all'asta, 3 nei guai. Preso il 'Maradona delle fogne'

Ordinanza anche per due complici: blitz della Squadra mobile

Una casa in località Pescopagano a Mondragone comprata all'asta ed utilizzata come serra indoor di marijuana con tanto di 'guardiano', il 'Maradona delle fogne' che ha curato l'impianto di ventilazione e di riscaldamento della serra domiciliare allacciandosi alla pubblica illuminazione e anche un presunto complice 'traditore'.

Sono questi i dettagli dell'operazione congiunta degli agenti della Squadra Mobile di Caserta e dei carabinieri del NORM del comando compagnia del Capoluogo che hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Emilio Minio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Franco Pontone, 59enne di Sant'Antimo detto il 'Maradona delle fogne', Pietro Tarquini, 50enne di Castel Volturno e Bruno Orfeo, 36enne di Casoria accusati di illecita coltivazione e furto di energia elettrica. Sono stati colpiti dall'obbligo di dimora nel Comune di residenza Pontone e Tarquini, all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria Tarquini.

Grazie all'attività investigativa dei poliziotti e carabinieri casertani coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere è stato disvelato il proposito dei tre pluripregiudicati volto alla 'cura' di una serra indoor realizzata in una villetta sita a Mondragone località Pescopagano con i relativi accordi sull'alimentazione sufficiente per garantire la fluorescenza delle piantine di marijuana. Dalle intercettazioni sono emersi anche i legami tra i correi come quelli di parentela tra Tarquini e Orfeo che erano cognati e quelli amicali con Pontone l'elettricista. La serra venne realizzata in una casa acquistata grazie ad un'asta giudiziaria con tanto di guardiano ossia Pietro Tarquini.

I tre correi misero in piedi una piantagione di marijuana indoor con ben 111 piantine alte 35 centimetri per un peso complessivo di oltre 1,8 kg dotate di un impianto di ventilazione e irradiazione artificiale con lampade alogene ad incandescenza alimentate attraverso un allaccio abusivo alla pubblica illuminazione grazie alla manomissione del contatore trasformato a gettito industriale grazie a Franco Pontone. Dalle intercettazioni è emerso anche l'accordo tra i tre indagati volto a spartirsi la somma del ricavato della vendita della marijuana essiccata e piazzata nelle piazze di spaccio ad opera di Bruno Orfeo.

Piani andati in frantumi grazie al blitz degli agenti della Squadra Mobile casertana presso la piantagione casalinga di Pescopagano dove oltre alle piante in fluorescenza rinvennero anche 260 piantine poste in essiccazione per un peso complessivo di 210 grammi. Nel blitz venne coinvolto il 'vicino complice' Karim Abdul ghanese di 40 anni. Venne avvistato dai poliziotti uscire dalla propria abitazione adiacente alla serra presumibilmente per recarsi nella stessa. Scoperto dai poliziotti si diede alla fuga ma venne bloccato e tratto in arresto. Da approfonditi accertamenti i poliziotti scoprirono un allaccio abusivo alla rete elettrica cittadina. In sede di interrogatorio il 40enne ghanese cercò più volte di dimostrare la sua estraneità ai fatti e rese dichiarazioni sui tre indagati. Le indagini proseguirono consentendo di ricostruire il quadro indiziario a carico della banda.

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