Cronaca Cancello ed Arnone

L'acqua delle fogne direttamente in mare: sequestrata la condotta di 3 comuni

Le analisi hanno evidenziato la presenza di azoto ed escherichia coli oltre i limiti

Il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso il decreto di sequestro preventivo della condotta fognaria di Cancello Arnone, per l'ipotesi di reato di inquinamento ambientale, conseguente all'omessa manutenzione ed esecuzione di lavori necessari ad assicurare l'adeguato funzionamento dell'impianto di collettamento dei reflui urbani dei Comuni di Grazzanise, Santa Maria La Fossa e Cancello e Arnone con conseguente collassamento del collettore in più tratti e compromissione e deterioramento delle acque, del suolo e del sottosuolo causati dalla dispersione dei reflui urbani.

Tre sindaci 'custodi giudiziari'

Questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, coordinatori dalla Procura della Repubblica di Santa Mara Capua Vetere, hanno dato esecuzione al decreto e contestuale nomina dei custodi giudiziari, individuati nelle persone dei sindaci dei comuni di Cancello e Arnone (Raffaele Ambrosca), Grazzanise (Enrico Petrella) e Santa Maria La Fossa (Federico Nicolino).

L'indagine sui 'collassamenti' della rete fognaria

Il provvedimento trae origine dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica ed incentrate sulle criticità ambientali, ormai annose, causate nel comune di Cancello e Arnone e nelle zone limitrofe dal collassamento del citato collettore fognario (che si snoda su di un percorso rettilineo di circa 6 chilometri lungo la strada provinciale di Santa Maria a Cubito nel comune di Cancello e Arnone, connettendo la rete fognaria con il depuratore di Villa Literno). Quest'ultimo era stato concepito allo scopo di canalizzare i reflui provenienti oltre da Cancello ed Arnone (due macro aree urbane poste rispettivamente sul lato destro e sinistro del fiume Volturno) anche da quelli di Grazzanise e Santa Maria la Fossa, tramite un sistema di pompe di sollevamento che, convogliandoli nella condotta, li avrebbe dovuti spingere verso l'impianto di depurazione Regi Lagni nel comune di Villa Literno.

Acqua non depurata direttamente in mare

Le investigazioni hanno consentito di acclarare che, causa il collassamento del collettore fognario, i reflui dei comuni confluivano in canali di bonifica, affluendo, senza alcuna depurazione, nel corpo idrico dei Regi Lagni e da lì in mare, con grave nocumento per l'ambiente e pericolo per la salute pubblica. Le analisi di lavoratorio eseguite dall’Arpac (Dipartimento di Caserta) a seguito dei campionamenti operati coi carabinieri del Noe ed effettuati nei punti di fuoriuscita dei reflui fognari lungo la condotta collassata ed in particolare presso i pozzetti insistenti nel comune di Cancello ed Arnone, hanno evidenziato la presenza di agenti inquinanti (Bod5, Cod, tensioattivi, azoto, fosforo ed escherichia coli) in concentrazione superiore ai lavori limite di emissione.

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