Cronaca

Bambino presenta segni di violenza, Procura archivia la denuncia del padre

L'uomo ha accusato la ex moglie dei maltrattamenti. Interviene l'Aief: "Dinanzi a denunce così allarmanti giusto indagare"

Il bambino è vittima di presunti maltrattamenti

Una separazione difficile, la denuncia di un padre per i maltrattamenti subiti dal figlio e la richiesta di archiviazione. Sono questi gli ingredienti di una vicenda che vede protagonista un padre dell'agro aversano che si è rivolto all'associazione Famiglie Aief di Torino per far emergere la sua storia. 

L'uomo, dopo la separazione, si è ritrovato denunciato dalla ex moglie per maltrattamenti con il giudice che ne ha disposto l'allontanamento dalla casa familiare. Durante le visite con il figlioletto, di appena 6 anni, ha notato qualcosa di strano. Lividi sulla pancia, segni delle dita sotto il ginocchio,ecchimosi sulle braccia e sotto l'occhio. Segni di presunte violenze che sono state puntualmente refertate dai medici dell'ospedale Moscati di Aversa, dove l'uomo ha portato il figlio per farlo medicare prima di sporgere denuncia nei confronti della ex moglie. 

Di quei segni il bambino non ricorda la genesi. Un fattore che ha spinto il pm del tribunale di Napoli Nord a chiedere l'archiviazione del caso. Archiviazione a cui questo padre, assistito da un legale, si è opposto. "Intervenire per tutelare le vittime, così ci si aspetterebbe dalla giustizia. Eppure, come spesso accade, la tutela del minore sembra essere messa in secondo piano - tuona il presidente dell'Aief Tommaso Varaldo - il minore non viene protetto insieme a chi denuncia violenze e chiede aiuto alle istituzioni preposte, ma viene allontanato e spesso affidato a chi è accusato di violenze, papà o mamma che sia. Certo un’accusa non è una condanna ma se ad intervenire sono le archiviazioni delle denunce il rischio reale e concreto è di non andare ad approfondire presunte situazioni allarmanti. Ci si chiede, quindi, dove sia la tutela del superiore interesse del minore e la tutela della sua salute e dei suoi affetti".  

Poi prosegue. "Difficile comprendere come un magistrato scelga di non indagare sul se, sul perché, sul come e sul quando, siano accaduti episodi di violenze, soprattutto se ci sono denunce con allegati referti e fotografie che appaiono allarmanti. In tanti altri casi se non arriva l'archiviazione delle denunce si rischia di restare in balia dei tempi biblici dei procedimenti giudiziari: mentre si è in attesa di conoscere la verità le famiglie vengono distrutte e l'armonica crescita e sviluppo del minore compromesso. E’ così che tuteliamo i più vulnerabili? E’ così che tuteliamo le vittime?", conclude Varaldo. 

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