Scuole chiuse, bocciati 2 ricorsi al Tar 'grazie' all'ipotizzata riapertura del 24 novembre

Per i giudici amministrativi "l’ordinanza disegna un percorso di graduale ripresa delle attività scolastiche in presenza"

Il Tar Campania boccia due ricorsi presentati contro la proroga della chiusura delle scuole in Campania fino al 23 novembre prossimo.

Con due distinti decreti di oggi (n. 2153/2020 e  n. 2161/2020), i giudici del tribunale amministrativo di Napoli hanno respinto i ricorsi presentati da altrettanti gruppi di genitori contro l'Ordinanza regionale numero 90/2020, con la quale è stata programmata a partire dal 24 novembre prossimo  la graduale ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole della Campania, previo screening sul personale docente e non docente e sui bambini e relativi familiari. 

Il diniego fa leva soprattutto sul fatto che “l’ordinanza ora impugnata disegna un percorso di graduale ripresa delle attività scolastiche “in presenza” per gli alunni delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e delle prime classi della scuola secondaria di primo grado secondo le tempistiche ivi indicate, a partire dal 16 novembre 2020, per allinearsi infine, al termine del detto percorso, individuato nella data del 29 novembre 2020, alle previsioni contenute nel D.P.C.M. 4 novembre 2020”.

Sulla base di questa apertura, secondo i giudici amministrativi “l’ordinanza impugnata intende dunque corrispondere proprio alle esigenze manifestate dai genitori, anche nell’interesse dei figli minori, di rapida ripresa delle attività “in presenza”, individuando, allo scopo, un percorso necessariamente caratterizzato da gradualità e prudenza, accompagnato da ulteriori misure cautelative allo stesso preordinate, per loro natura richiedenti adeguata tempistica esecutiva”.

Per il Tar “"il disegnato “percorso” sembra non irragionevolmente finalizzato, tenuto conto della sospensione finora osservata e delle evidenti esigenze organizzative proprie della indicata ripresa, dell’amministrazione scolastica ma anche delle famiglie, nel breve arco temporale indicato nella stessa ordinanza impugnata (e cioè entro il 29 novembre 2020), e compatibilmente con le risultanze istruttorie alla stessa presupposte, proprio alla ripresa delle attività in presenza, a partire dagli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, e successivamente, delle prime classi della scuola secondaria di primo grado, per i quali meno agevole si è rivelata la praticabilità dell’alternativa opzione della didattica a distanza”.

Intanto anche il presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca si è schierato contro l'apertura delle scuole per il 24 novembre. "E' necessario che Vincenzo De Luca faccia un passo indietro sulla didattica in presenza per i sevizi dell'infanzia e delle classi prime della scuola primaria e posticipi la DaD almeno fino a fine mese. L'aumento dei casi covid nella nostra Provincia unito alla difficoltà da pare delle UOPC di garantire il tracciamento dei contatti non permette un sereno ritorno in classe. Inoltre l'impossibilità da parte della Regione di garantire lo screening per il personale scolastico e per gli alunni entro i termini previsti renderebbe azzardato ed irresponsabile un ritorno a scuola".

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