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Cronaca Marcianise

Le nuove leve del clan: scarcerato Viciglione

Il gip ha accolto la richiesta del legale ed ha disposto l’obbligo di firma

Cambia lo scenario per Gaetano Viciglione, 21 anni di Marcianise, finito in manette nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile di Caserta sulle nuove leve del clan Piccolo.

Il gip del tribunale di Napoli Marcello De Chiara ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Mariano Omarto disponendo la revoca degli arresti domiciliari e la sostituzione con l’obbligo di firma. Ma la partita resta ancora aperta, visto che è stato presentato comunque ricorso al tribunale del Riesame di Napoli che potrebbe ulteriormente modificare lo scenario.

Viciglione è stato coinvolto nell’inchiesta nell’ambito della tentata estorsione alla concessionaria di auto di via San Giuliano a Marcianise, contro la quale vennero esplosi anche tre colpi di pistola, a scopo intimidatorio, dopo il rifiuto del proprietario di pagare l’estorsione. Una richiesta di pizzo che gli inquirenti ascoltano in diretta. I due (Francesco Piccolo e Gaetano Monica) si presentano dall'esercente chiedendo la tangente per conto del "parente ed i compagni". Al rifiuto dell'esercente Francesco Piccolo, alias il secco (nel frattempo deceduto), va su tutte le furie e decide che deve fargliela pagare. "E' infame questo, hai capito? Si vede in faccia ... quando il cristiano è infame si vede subito".

Così meditano vendetta. Il piano di Piccolo prevede che a mettere in atto la rappresaglia sia Monica insieme ad un suo amico, Gaetano Viciglione. "Stasera lo fai e basta", ripete Piccolo al suo giovanissimo scagnozzo, appena 19enne all'epoca dei fatti. Nella notte tra il 19 e 20 settembre vengono esplosi tre colpi di pistola, calibro 9x21, contro la saracinesca dell'attività.

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