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Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Revocata l'amministrazione giudiziaria alla Dhi dopo le inchieste della Procura

Il tribunale "concede" il ritorno alla gestione in bonis dell'azienda che si occupa della raccolta rifiuti

Arriva la svolta per la società Dhi che si occupa della raccolta dei rifiuti in vari comuni della provincia di Caserta. L’azienda della famiglia Di Nardi, finita al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per una serie di episodi corruttivi che videro protagonista Alberto Di Nardi (poi condannato con rito abbreviato), esce dopo quattro anni dal controllo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Lo ha deciso la sezione Misure di prevenzione composta dal presidente Massimo Urbano e dai giudici Marinella Graziano e Francesco Balato che hanno accolto, al termine di un lungo iter, la richiesta presentata dall’avvocato Dezio Ferraro. Del resto anche il pubblico ministero aveva chiesto la revoca della misura ed il ritorno in bonus della società dopo il lavoro ed i controlli effettuati dall’amministratore nominato dal tribunale.

“Si ritiene concluso positivamente - è scritto nella sentenza - il processo di pieno recupero alla legalità della Dhi come pure il ritorno ad una gestione più corretta da un punto di vista finanziario-contabile, con l’adozione di efficaci strumenti di controllo e prevenzione, soprattutto in materia di reati contro la pubblica amministrazione ed in materia ambientale, che, da un lato, costituivano il punto di maggiore criticità che era stato rilevato e, dall’altro, rappresenta uno dei rischi maggiori per una impresa che ha il suo core business nel settore della raccolta e del trasporto di rifiuti solidi urbani”.

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