Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

La soffiata di Basco a Zagaria per uccidere Schiavone: "Doveva morire"

Il retroscena raccontato dal figlio di Sandokan nel processo al gruppo di usurai dei Casalesi

Nicola Schiavone e Michele Zagaria

"Antonio Basco era tra quelli che doveva morire". Lo ha detto Nicola Schiavone nel corso del processo al gruppo di usurai che avrebbero prestato soldi di boss del clan dei Casalesi, tra cui Michele Zagaria e proprio Antonio Basco detto ‘Pagliarone’, a strozzo ad imprenditori in difficoltà.

Il figlio di Sandokan, sentito oggi in videocollegamento dinanzi al collegio presieduto dal giudice Rosetta Stravino del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha ripercorso la stagione delle tensioni con Michele Zagaria e la volontà di entrambi di volersi eliminare. In questo periodo, tra il 2008 ed il 2009, alcuni esponenti transitarono dagli Schiavone al gruppo Zagaria ed in particolare "quelli del gruppo di Peppinotto (Giuseppe Caterino nda) tra cui Antonio Basco". Schiavone volle mettere Basco alla prova e gli rivelò che si sarebbe "allontanato per le ferie" e che sarebbe "andato a Valencia". "Lo feci per capire se lo avesse riferito a Zagaria - ha proseguito Schiavone - Ed effettivamente poi venni a sapere che Zagaria cercava appoggi a Valencia per tendermi un agguato lì".

A quel punto "Basco doveva morire ma venne arrestato". Per questo Schiavone inviò "Carmine Morelli e Francesco Barbato a minacciare persone che erano in affari con Basco andando a chiedere soldi". E tra queste persone c'era anche Ferdinando Graziano, un usuraio di Aversa meglio noto come Nandino 'i Galeone. A quel punto intervennero "gli emissari di Michele Zagaria che ci dissero che Basco aveva impegnato soldi in affari con zio Michele. Quando chiesi chi fosse zio Michele ci dissero che era Michele Zagaria e così evitai ma ebbi la conferma" che Basco stava lavorando "alle mie spalle", ha concluso Schiavone.

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