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Cronaca Villa Literno

Truffa e corruzione per gli appalti: processo ai sindaci al via col nodo delle intercettazioni

Difese ribadiscono inutilizzabilità del materiale captato. Ancora pendente il ricorso in Cassazione

Processo al via con il nodo delle intercettazioni, la cui richiesta di inammissibilità (per alcune) è ancora pendente dinanzi alla corte di Cassazione. E' iniziato con le richieste di prova - che di fatto ha aperto il dibattimento - il processo a carico dell'ex sindaco di Villa Literno Nicola Tamburrino e del sindaco di Lusciano Nicola Esposito entrambi coinvolti in un'inchiesta dei carabinieri - coordinata dalla Procura di Napoli Nord - sugli appalti 'sospetti' affidati nei due comuni dell'agro aversano. 

Nel corso dell'udienza le difese hanno ribadito la richiesta dell'inutilizzabilità delle intercettazioni, ancora pendente. Secondo le argomentazioni difensive le indagini - avviate da Lusciano - si sono estese anche al comune di Villa Literno con gli imprenditori intercettati, Salvatore e Francesco Nicchiniello, a fare da trait d'union tra i due Enti. Ma proprio le autorizzazioni sulle intercettazioni - durate circa 1 anno - sono finite nel mirino dei difensori con il ricorso in Cassazione sull'utilizzabilità o meno di parte del materiale captato. Si torna in aula a giugno. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Felice Belluomo, Mario Griffo, Giuseppe Stellato, Raffaele Costanzo, Giovanni Cantelli, Nicola Quatrano, Antonio Gravante, Domenico Cesaro, Dario Migliore, Gabriele Piatto, Rocco Trombetti e Franco Liguori.

Nel mirino degli inquirenti, la realizzazione dell'appalto di ‘Adeguamento e completamento della rete fognaria - 1 Stralcio funzionale del Comune di Lusciano’, per il quale è caduta l'accusa di corruzione a carico del sindaco Esposito mentre sono finite dinanzi ai giudici le imputazioni di falso (per il quale il pm ha contestato l'aggravante del falso fidefacente). L'inchiesta si è poi allargata su Villa Literno, in particolare sulla realizzazione di un centro ricettivo-turistico in via delle Dune avvenuta - secondo la Procura - in cambio di soldi ed appoggio elettorale alle amministrative a favore di Tamburrino. 

Secondo la Procura della Repubblica di Napoli Nord, ci sarebbero state, da parte degli imprenditori, promesse di soldi al dirigente (circa 30mila euro) e l’appoggio elettorale alle elezioni amministrative del 2016 a Tamburrino dietro l’interessamento per velocizzare il rilascio di una licenza per la realizzazione di un centro turistico a Villa Literno richiesto dalla società ‘CGN ‘intestata formalmente alla moglie di Franco Nicchiniello ma gestita, di fatto, da quest’ultimo insieme al figlio Salvatore.
 

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