Cronaca

Addio a Salvatore Acconcia “pittore di storia”

Si è spento nella notte. I funerali alla chiesa Santa Maria Assunta dei Pagani

Salvatore Acconcia

Marcianise piange la scomparsa di Salvatore Acconcia, professore ed artista. I funerali sono in programma venerdì mattina alle ore 11 presso la chiesa Santa Maria Assunta dei Pagani a Marcianise.

Salvatore Acconcia è nato a Marcianise nel 1950. E’ stato titolare di cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Santa Maria Capua Vetere fino al 2008. L’impronta significativa gli è stata fornita dal suo maestro Gennaro Cuocolo. Nel19’73 si trasferì a Treviso, dove ha insegnato e svolto attività artistiche. Ha studiato i maestri veneti ed è stato influenzato della pittura tonale. Ha frequentato per un periodo il Laboratorio d’incisioni di Domenico Peruzzi ed eseguito una serie di incisioni. Dopo essere tornato nella terra d’origine nel 1989, ha preso contatti con le avanguardie artistiche partenopee, partecipando a parecchie collettive di particolare interesse. Ha svolto un’importante ricerca antropologica e fotografica sulle tradizioni, usi e costumi tra Sannio e Terra di Lavoro.

La professoressa Jolanda Capriglione ha voluto ricordare così l’artista di Marcianise. “Da pittore non si nasconde e non tradisce questo suo desiderio intenso di parlare attraverso la vera natura delle cose, il colore che, mai come in questo caso, fugge ogni regola, evita i naturalismi per farsi ora volta d’azzurro intenso, ora esplosione di giallo solare nel quale prendono vita queste naturae di donne mediterranee, e non solo. Egli ama cantare corpi che appartengono alla storia del mondo, corpi che abbiamo visto apparire per la prima volta sulla scena iconografica quando l’uomo ha imparato non già a dipingere, ma a graffire-graffiare pareti di roccia, mura di caverne per cantare la gloria della potenza del misterioso habitat femminile impregnato della forza assoluta della riproduzione: sono corpi cicladici quelli delle donne di Acconcia, ora pudicamente assise, ora ridondanti come potenti matriarche, tutte accomunate dal mistero di un sorriso al contempo consapevole e complice con il tuo sguardo”. E concludendo: “La verità è che Salvatore Acconcia è pittore di storia e di storie, non di cancellazioni e sottrazioni. Il limite, lo sterile tormento del silenzio non gli appartengono, tant’è che egli, pittore nel senso pieno del sostantivo, si esprime con la stessa forza facendo carboncini, acquerelli, olii, disegni e fugge la mono/tonìa del tema unico scavato fino all’assideramento che sembra caratterizzare molti artisti che nella téchne sublime del graphein cercano risposte private, intime, e per ciò piccine, piuttosto che ragioni del dialogo e del cammino che si fa incontro. La verità è davvero semplice, per quanto straordinaria: Salvatore Acconcia sa e vuole pittare”.

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