Il business dei Casalesi nell'area Pip: imprenditore 'pentito' irreperibile

Amodio non si presenta in tribunale. I verbali di Domenico Bidognetti nel fascicolo del giudice

Domenico Bidognetti

I verbali dei collaboratori di giustizia Domenico Bidognetti e Pietro Amodio sono stati acquisiti nel processo sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi nella realizzazione dell'area Pip di Lusciano. 

Se per Bidognetti, le cui propalazioni sono incentrate sulla figura dell'ex consigliere regionale Nicola Ferraro, c'è stato il consenso del pm della Dda e dei difensori degli imputati, per Amodio l'acquisizione è stata quasi una necessità. L'ex imprenditore capuano, uscito dal programma di protezione, non si è presentato in aula ed è, in pratica, irreperibile. Il processo riprenderà a metà novembre mentre alla fine dello stesso mese è in programma la deposizione del collaboratore di giustizia Luigi Guida

Alla sbarra ci sono i fratelli dell'onorevole Luigi Cesaro, Aniello e Raffaele, l'ex sindaco di Lusciano Isidoro Verolla, Nicola Ferraro, Francesco Pezzella, Vincenzo Salernitano, Nicola Mottola, Francesco Pirozzi ed Immacolata Verde. Nel processo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mario Griffo, Giuseppe Stellato, Paolo Caterino e Giovanni Cantelli. 

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Secondo l'accusa, a Lusciano era prevista una spartizione degli utili e dei capannoni, che si dovevano realizzare attraverso la ditta di Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti presso il Comune. I fratelli Cesaro devono rispondere dell’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e per aver "pilotato" la gara d’appalto per la costruzione di alcune strutture nell’ex zona Pip a Lusciano. Per tutti gli imputati è già decaduta l’accusa di concorrenza illecita e turbativa d’asta per l’appalto della costruzione di piscine.

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