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Cronaca Castel Volturno

Inchiesta Pineta Grande, patron Schiavone a processo con ex sindaco: "Non fu corruzione"

Il giudice ha disposto il giudizio anche nei confronti di consiglieri comunali, l'ex manager Asl Di Biasio e l'ex soprintendente Buonomo

Cadono le ipotesi di corruzione ma restano i reati di abuso d'ufficio oltre a varie contestazioni "minori". E' stata questa la decisione del gup Orazio Rossi che, dopo aver sfoltito parzialmente le accuse e derubricato il reato di corruzione in abuso d'ufficio per quasi tutti gli imputati, ha rinviato a giudizio il patron della clinica Pineta Grande di Castel Volturno Vincenzo Schiavone e l'ex sindaco della città litoranea Dimitri Russo

Con loro sono finiti a processo, con la prima udienza fissata a metà aprile, Francesco Traettino, l'ex consigliera comunale Concetta Anastasia Petrella, Bonaventura Pianese, Flavio Morgiurilli, Franco Zumbolo, Annamaria Ferriello, Pasquale Schiavone, Carmine Noviello, Maria Romano, Francesco Romano, l'ex soprintendente Salvatore Buonomo, Giuseppe Schiavone, Consalvo Sperandeo, Ferdinando De Lucia, Giacomo Rabbito, Giovanni Noviello, Giuseppe Russo, Alfonso Savio, Giuseppe Euplio Scialla, Carlo Nugnes, Arturo Romano, Antonio Postiglione, l'ex manager dell'Asl di Caserta Mario Di Biasio e Vincenzo Riccardo. Le accuse, a vario titolo, vanno dal falso all'indebita induzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio. 

Sentenza di non luogo a procedere, invece, per Luigi Cassandra, l'ex parlamentare Americo Porfidia, Rachele Buffardi, Michele Lamberti, Augusto Chiosi, Sergio Crispino, Pasquale De Feo, Antonella Guida

Nel collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Mario Griffo, Mauro Iodice, Claudio Sgambato, Ferdinando Letizia, Felice Belluomo, Antonio Gravante, Renato Jappelli, Vittorio Giaquinto, Giuseppe Caiati, Dezio Ferraro, Carlo De Stavola, Ferdinando Trasacco ed Ernesto De Angelis. 

Secondo i pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere, l'ampliamento della casa di cura Pineta Grande, autorizzato con delibere del consiglio comunale e successivi permessi di costruire, sarebbe stato in palese violazione della normativa riguardante la realizzazione o ampliamento di strutture sanitarie e della regolamentazione regionale, nonché della normativa edilizia/urbanistica. Atti adottati non solo da organi tecnici ed amministrativi del Comune di Castel Volturno, ma anche da quelli politici che avrebbero permesso il rilascio di permessi a costruire ritenuti illegittimi. 


 

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