Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Permessi a costruire illeciti, l'ex Commissario: "Mai approvato quel progetto"

La delibera della giunta Velardi finita nel mirino della Finanza fondata su un provvedimento "inesistente" in favore "esclusivo" dell'Interporto

Il dirigente Spasiano ed il sindaco Antonello Velardi

"Un'interpretazione volutamente distorta e strumentale a finalità illecite della delibera del commissario straordinario di Marcianise". Questo quanto messo nero su bianco dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Orazio Rossi che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare a carico del patron dell'Interporto Sud Europa Giuseppe Barletta e del dirigente del comune di Marcianise Gennaro Spasiano, finiti agli arresti domiciliari, nell'inchiesta che vede indagato anche il sindaco Antonello Velardi ed i componenti della sua prima giunta.

Secondo quanto emerge dall'ordinanza, Spasiano avrebbe fondato i permessi a costruire concessi all'Interporto e finiti nel mirino della Guardia di Finanza su una delibera del 3 giugno 2016 firmata dal Commissario Straodinario Antonio Reppucci, in realtà priva di valore provvedimentale. 

Per comprendere meglio la vicenda bisogna fare un passo indietro e precisamente al 2006, quando è scaduto l'Accordo di Programma, siglato nel 1996 tra Regione Campania, Provincia di Caserta e Comuni di Marcianise e Maddaloni, per il completamento dell'interporto con l'approvazione del progetto urbanistico particolareggiato. A distanza di 10 anni, alla scadenza di quell'accordo, non c'è stato alcun tipo di rinnovo da parte di tutti i soggetti sottoscrittori e quindi l'accordo era, di fatto, non più valido. 

Proprio la mancata validità dell'accordo di programma del 1996 è stata alla base di successivi provvedimenti di diniego da parte del Comune di Marcianise di permessi a costruire nel 2011 ed anche nel 2015 dallo stesso Suap, con quest'ultimo provvedimento che portò la Ise Spa a diffidare l'Ente cosa che "costiturà la vase motivazionale della relazione istruttoria-proposta deliberativa (non accolta dal Commissario Straordinario) redatta dal dirigente Spasiano il 23 maggio 2016 e confluita nella delibera commissariale", scrive ancora il gip. 

Inoltre per il giudice il provvedimento del commissario era una mera presa d'atto con cui si dava incarico all'eligenda amministrazione (sarà poi quella Velardi) di proseguire l'azione amministrativa. Circostanza confermata agli inquirenti dallo stesso Reppucci: "Non avendo le cognizioni di natura urbanistica, tali da consentirmi di individuare la tipologia di provvedimento da adottare che poteva richiedere il coinvolgimento di altra amministrazioni decisi di lasciare alla eligenda amministrazione un progetto predisposto dall'ingegnere Spasiano che doveva essere posto al vaglio del Consiglio Comunale che si sarebbe insediato", ha detto l'ex Commissario ai magistrati. 

Tuttavia "i preposti organi comunali (dirigente e giunta nda) hanno posto in essere un'azione amministrativa basata sull'infondato, quanto inesistente, presupposto che con la stessa deliberazione commissariale fossero state approvate dal Commissario Straordinario le proposte formulate dallo Spasiano", con l'approvazione di varianti progettuali (di competenza del Consiglio Comunale) con il conseguente rilascio dei titoli autorizzativi, considerati dalla Procura illeciti, che "costituiscono l'esito, rispetto ai soli interessi delle società del gruppo imprenditore di Giuseppe Barletta".  

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