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Giovanni Piscitelli

Giovanni Piscitelli

Sindaco ucciso, la difesa del dirigente prova a smontare le tesi della Procura

Per i legali di Esposito Acanfora le indagini non hanno fatto luce sul caso: altre piste rimaste inesplorate. A fine mese il verdetto

Volge verso il verdetto il processo d'Appello per l'omicidio del sindaco di Cervino Giovanni Piscitelli, ucciso nel 2008, per cui è alla sbarra il dirigente del Comune Pietro Esposito Acanfora, assolto in primo grado.

Nel corso dell'udienza celebrata dinanzi alla Corte Partenopea hanno preso la parola per la loro arringa i difensori dell'ingegnere, gli avvocati Carlo De Stavola e Rocco Trombetti, che hanno puntato il dito sulle indagini che non hanno esplorato altre possibili piste come quella passionale o, peggio, quella legata, eventualmente, alla criminalità organizzata. Insomma, per i legali si cercava un colpevole che venne individuato in Esposito Acanfora (assolto in primi grado) cucendogli addosso un quadro indiziario, fondato su incongruenze, ad avviso dei legali insufficienti, tra l'altro, a dimostrare la colpevolezza. Per il collegio difensivo il dirigente non avrebbe potuto uccidere il sindaco in un'azione durata 15 minuti circa, questi i riferimenti temporali accertati dal processo. Di qui la richiesta della conferma della sentenza di assoluzione pronunciata nel primo grado di giudizio. 

Prima dei difensori ha discusso l'avvocato Renato Jappelli, che assiste i familiari di Piscitelli che si sono costituiti parte civile. Un arringa di segno opposto in cui sono stati evidenziati tutti i profili contraddittori nella ricostruzione fornita da Esposito Acanfora. Con Jappelli rappresentano le parti civili gli avvocati  Raffaele Carfora, Carlo Madonna e Giovanni De Lucia. 

Era il 28 febbraio del 2008 quando Piscitelli fu ritrovato in località Durazzano, a qualche metro di distanza dalla propria vettura data alle fiamme. L'allora primo cittadino era riuscito a scendere dal veicolo per tentare di porsi in salvo, ma le ustioni non gli diedero scampo. Venne trovato bruciato dalle gambe in su. Per il delitto la Procura ha chiesto 14 anni per Pietro Esposito Acanfora. La sentenza è prevista per fine mese. 

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