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Cronaca San Felice a Cancello

Muore dopo pestaggio al bar, 'no' al patteggiamento. “Non pentito nei video su TikTok”

I legali delle parti civili: "Così si svilisce il valore della vita"

No alla richiesta di patteggiamento per Carmine Mauro, 36enne di San Felice a Cancello, accusato dell'omicidio preterintenzionale di Giovanni Maione, avvenuto a Forchia alla fine dell'anno scorso. Lo ha deciso il gip Di Carlo del tribunale di Benevento che ha accolto le argomentazioni dei legali di parte civile, gli avvocati Claudio Sgambato e Martina Piscitelli, che si sono opposti alla 'pena concordata' a 4 anni e 5 mesi, su cui c'era stato il parere favorevole del pubblico ministero, ritenendola "incongrua".

Ad aprile, era stato il difensore di Mauro, l'avvocato Sergio Cola, ad avanzare istanza di definizione con patteggiamento ottenendo per il suo assistito le attenuanti generiche in misura prevalente alle circostanze aggravanti, oltre allo sconto di un terzo della pena base (10 anni) per il rito scelto, arrivando ad un patteggiamento a 4 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione.

Una pena ritenuta "incongrua" dai difensori delle parti civili Sgambato e Piscitelli. Una pena che, qualora fosse stata accolta, avrebbe portato a "banalizzare il reato di omicidio e svilire il valore stesso della vita delle persone", si legge nella memoria dei due legali.

A ciò si aggiungano le condotte successive tenute da Mauro. "Non ha palesato alcun dispiacere, né ha tentato di contattare la famiglia del deceduto anche solo per estrinsecare il suo dispiacere o le sue scuse per la tragedia accaduta - proseguono i due avvocati - Men che meno ha tentato qualche offerta reale di risarcimento alla famiglia del povero Maione, magari anche incongrua, ma tale da dimostrare, un reale segnale di resipiscenza".

Anzi, durante la detenzione domiciliare, cui è tuttora sottoposto, Mauro avrebbe postato diversi video su Tik Tok (allegati alla memoria dei difensori di parte civile) mostrandosi in "atteggiamenti diametralmente opposti a quelli di persona pentita o, comunque, dispiaciuta per l’accaduto (la morte di un uomo)". Argomenti che hanno fatto breccia nel gip che ha rigettato la richiesta di patteggiamento, inviando nuovamente gli atti in Procura per il prosieguo dell'azione penale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 7 novembre Mauro aggredì Maione nel bar di una stazione di servizio di Forchia. Prima lo colpì con un pugno ed una testata al volto poi, dopo averlo raggiunto all'esterno, lo avrebbe colpito con un oggetto contundente preso in auto ad una mano. Maione venne ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Caserta dove si è spento il 15 dicembre.

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