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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Casal di Principe

Guardaspalle degli Schiavone ucciso: 30 anni a Zagaria e 'Petillo'

Il giudice ha inflitto 10 anni e 8 mesi per l'ex boss Antonio Iovine. Della Gatta capro espiatorio del delitto di Carlo Amato

Trent'anni a testa per il boss Michele Zagaria e per Vincenzo Schiavone, alias 'Petillo'. Dieci anni e 8 mesi per l'ex boss, oggi collaboratore di giustizia, Antonio Iovine. Questa la sentenza pronunciata dal gup De Angelis del tribunale di Napoli al termine del processo con abbreviato per l'omicidio di Michele Della Gatta, 23enne guardaspalle dei figli del capoclan Francesco Schiavone Sandokan ucciso nel giugno del 1999 a Castel Volturno. 

L'omicidio di Della Gatta è strettamente legato ad un altro delitto, quello di Carlo Amato, il figlio del boss Salvatore Amato, ucciso in discoteca durante il Mak P del liceo Amaldi di Santa Maria Capua Vetere. I sospetti di Amato, storico affiliato ai Belforte ed oggi collaboratore di giustizia, si diressero verso i figli di Sandokan, in particolare Walter Schiavone. Così serviva un capro espiatorio per tutelare i rampolli di casa Sandokan e dare al tempo stesso soddisfazione agli Amato. 

Per questo venne ucciso Della Gatta che per il "comportamento poco rispettoso e rissoso" non era "idoneo alla vita criminale, per cui già destinato a morire", racconta Iovine. Una decisione che, dopo le iniziali resistenze degli Schiavone, venne avallata. "Ricordo che subito dopo la commissione dell'omicidio di Carlo Amato, Nicola Panaro, a mio avviso per salvaguardare la posizione del fratello Paolo (pure presente alla festa e non indagato nda) e del figlio di Francesco Schiavone, attribuì la responsabilità dell'omicidio proprio a Della Gatta". 

Il delitto di Amato, infatti, "preoccupava molto anche me e Zagaria - aggiunge Iovine - che, considerato il legame esistente in quel momento con Francesco Schiavone, eravamo certo interessati a salvaguardare le sorti del figlio Walter. In considerazione di questo fatto e della circostanza che io e Zagaria premevamo per eliminare Della Gatta, il destino di quest'ultimo fu segnato". L'ordine di morte fu eseguito materialmente da Schiavone "petillo" e Vincenzo Schiavone, detto "copertone", che nel frattempo è deceduto. 

La Dda aveva invocato l'ergastolo per Zagaria e Schiavone. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Emilio Martino, Paolo Di Furia, Guido Lombardo e Giuseppe Tessitore.

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